Che differenza c'è tra il calcio inglese e quello italiano? Tante, tantissime, ma quella più importante, almeno più evidente nell'ultimo turno di campionato, è il tifo.
La polizia inglese, e il governo, hanno avuto a che fare, per anni, con una vera piaga sociale: gli hooligans. Hanno risolto in modo drastico, mano pesante per evitare che tragedie come quelle del Heysel non avessero più come protagonista degli inglesi: carcere per chi si comporta in modo violento, e subito dopo Daspo cattivo. Niente più striscioni, bandieroni, fumogeni e cazzate varie.
Eh, ma così ne risente lo spettacolo!
Balle, andate a vedere una partita nella Kop di Anfield, a Liverpool (Liverpool, non esattamente PeaceLand negli anni '80), e poi ne riparliamo.
Gli steward, seduti dando la schiena al campo, per vedere i tifosi violenti, segnalarli per tempo, ed evitare che succedano tafferugli, potendo così intervenire prima che la situazione degeneri. Non vedono la partita, ma 'sticazzi.
Nel frattempo è cambiata la mentalità dei tifosi. I bu razzisti ci saranno sempre, ma sono sempre più sporadici, sempre più isolati, e sempre più spesso censurati dal resto dello stadio.
La manifestazione più bella di Tifo si è avuta proprio domenica. Wolverhampton - Manchester City: se i padroni di casa perdono, retrocedono. I padroni di casa perdono, retrocedono con 5 giornate di anticipo. Un campionato di merda, ma i giocatori escono tra gli applausi di tutto lo stadio.
Nel frattempo in Italia succedeva altro. Succedeva che a Genova gli ultrà interrompono la partita perché il Genoa rischia la retrocessione, obbliga i giocatori a levarsi la maglia, e per 50 minuti restano ostaggi della curva. Succedeva che a Roma. la curva della Lazio fa partire il coro "giallorosso ebreo", presumibilmente rivolto agli avversari storici, i romanisti. Il resto dello stadio non fa nulla per coprire lo scempio, e nel post partita nessuno censura l'episodio.
L'idea, tutta mia, è che ci voglia la mano pesante: ti comporti male allo stadio? Non entri più. Ti dispiace e vuoi comunque seguire la squadra? O trovi il modo di farti tesserare dal club, oppure ti prendi Sky. Magari i tuoi amici ci pensano due volte prima di rovinare la festa ad altre 20 mila persone.
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lunedì 23 aprile 2012
Mano pesante.
venerdì 24 febbraio 2012
Scusa grifone
Questa è la storia di un ragazzo che vorrebbe fare il giornalista calcistico. Ma questo ragazzo è tanto tanto pigro, e non ha voglia di studiare. Di conseguenza è molto difficile che faccia il giornalista calcistico se non si mette in testa di dover studiare, a meno che non sia un enfant prodige, e, da quasi 22enne, ancora non si è capito se sia meno enfant o meno prodige. Nel frattempo che pensa a cosa fare della propria vita ha iniziato a scrivere, sempre di calcio, su http://www.vavel.com/it/, che non lo paga, ma gli permette di farsi notare, di iniziare a scrivere per un pubblico che non sia composto esclusivamente dai destinatari delle sue email. Il ragazzo viene introdotto a Vavel da un'amica del fratello, che gli fa conoscere il responsabile, e dopo aver scritto un pezzo di prova, viene inserito pianta stabile nel progetto. Il ragazzo si occuperà del Genoa, una tra le squadre più antiche e gloriose d'Italia.
Il Genoa non è esattamente una grande del nostro calcio, anzi. Non è una squadra che si sente quando si parla di big match, soprattutto da quando la Sampdoria è retrocessa, privando la Serie A del terzo derby dopo quello romano e quello milanese. Al nostro ragazzo, quindi, non è andata esattamente di culo. Ma è appena arrivato, non può mica pretendere che gli venga affidata sempre la partita di cartello, perciò scrive sul Genoa, badando soprattutto a creare un proprio stile, il più univoco possibile, per non essere un altro che usa le frasi fatte da giornalismo. Per ora continua a usare le frasi fatte come se fossero congiunzioni, ma Rome wasn't built in a day, quindi ha ancora tempo per lavorare su stile e sintassi.
Il pezzo di prova del ragazzo è su Genoa - Lazio, finita 3 a 2 per padroni di casa. Tanti gol, spettacolo, occasioni, un espulso, tanti ammoniti e un gol capolavoro che se non avessi seguito il Genoa non mi sarei gustato in diretta. Alla fine fare le cronache del Genoa non è poi così brutto, ha pensato il ragazzo ormai nostro amico che sogna di andare a commentare i Mondiali. Viene contattato dal responsabile che gli dice che il pezzo non era male e che avrebbe dovuto continuare a fare le cronache del Genoa. E così fece. Iniziò con la partita contro il Catania, poi quella contro l'Atalanta, infine quella contro il Chievo. In tre partite, le tre che ha fatto il nostro amico, il Genoa ha preso 6 gol, facendone zero. Collezionò tre sconfitte di fila, contro squadre non imbattibili. Niente male per una squadra che, prima che il nostro migliore amico iniziasse la sua avventura, aveva battuto Napoli e Udinese.
Ecco questo ragazzo, che ormai è uno di famiglia, vorrebbe chiedere scusa ai tifosi, alla società, allo staff e ai giocatori. Giura di non averlo fatto apposta, e invita tutti a seguire le partite del Genoa, e a tifarlo come se fosse la propria squadra del cuore, perché così si sente meno in colpa
Se siete curiosi di sapere quali frasi fatte usa il nostro quasi fidanzato, potete andare qui: http://www.vavel.com/author/allorio/.
Non scrive solo del Genoa, ma usa sempre frasi fatte.
Togo l'esperimento di parlare di se stessi in terza persona? Lo riproporrà.
Il Genoa non è esattamente una grande del nostro calcio, anzi. Non è una squadra che si sente quando si parla di big match, soprattutto da quando la Sampdoria è retrocessa, privando la Serie A del terzo derby dopo quello romano e quello milanese. Al nostro ragazzo, quindi, non è andata esattamente di culo. Ma è appena arrivato, non può mica pretendere che gli venga affidata sempre la partita di cartello, perciò scrive sul Genoa, badando soprattutto a creare un proprio stile, il più univoco possibile, per non essere un altro che usa le frasi fatte da giornalismo. Per ora continua a usare le frasi fatte come se fossero congiunzioni, ma Rome wasn't built in a day, quindi ha ancora tempo per lavorare su stile e sintassi.
Il pezzo di prova del ragazzo è su Genoa - Lazio, finita 3 a 2 per padroni di casa. Tanti gol, spettacolo, occasioni, un espulso, tanti ammoniti e un gol capolavoro che se non avessi seguito il Genoa non mi sarei gustato in diretta. Alla fine fare le cronache del Genoa non è poi così brutto, ha pensato il ragazzo ormai nostro amico che sogna di andare a commentare i Mondiali. Viene contattato dal responsabile che gli dice che il pezzo non era male e che avrebbe dovuto continuare a fare le cronache del Genoa. E così fece. Iniziò con la partita contro il Catania, poi quella contro l'Atalanta, infine quella contro il Chievo. In tre partite, le tre che ha fatto il nostro amico, il Genoa ha preso 6 gol, facendone zero. Collezionò tre sconfitte di fila, contro squadre non imbattibili. Niente male per una squadra che, prima che il nostro migliore amico iniziasse la sua avventura, aveva battuto Napoli e Udinese.
Ecco questo ragazzo, che ormai è uno di famiglia, vorrebbe chiedere scusa ai tifosi, alla società, allo staff e ai giocatori. Giura di non averlo fatto apposta, e invita tutti a seguire le partite del Genoa, e a tifarlo come se fosse la propria squadra del cuore, perché così si sente meno in colpa
Se siete curiosi di sapere quali frasi fatte usa il nostro quasi fidanzato, potete andare qui: http://www.vavel.com/author/allorio/.
Non scrive solo del Genoa, ma usa sempre frasi fatte.
Togo l'esperimento di parlare di se stessi in terza persona? Lo riproporrà.
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