Pagine

Visualizzazione post con etichetta Inter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inter. Mostra tutti i post

venerdì 18 gennaio 2013

La Serie A ha già tanti problemi anche senza far giocare Jonathan.


Un tempo la Serie A era patria dei migliori terzini del mondo. In Italia, tra gli altri, sono transitati Roberto Carlos (il migliore di sempre in quel ruolo), Maicon, Cafù, Brehme. Adesso la loro eredità è raccolta da Jonathan.
A parte il gol clamoroso sbagliato contro l’Udinese (Milito nel suo periodo nero ne ha sbagliato di molto simili e Jonathan non ha quel compito), viene da chiedersi chi si scopa per giocare pianta stabile in Serie A.
Non marca (vedi il gol di Gabbiadini in Inter - Bologna Coppa Italia), non fa un cross decente neanche col tutorial, non stoppa le palle difficili (e anche su quelle facili non è che i compagni mettano la mano sul fuoco).
Contro il Pescara si è detto di lui: “la prestazione più convincente da quando è in Italia”. Convincerei anche io se giocassi difensore contro una squadra che in attacco ha il formidabile duo Jonathas - Abbruscato e che non sa bene neanche come sia fatto Handanovic visto che non sono entrati in area mezza volta.
“Magari è giovane, una promessa”. A parte che i giovani vanno fatti giocare perché forti, non perché giovani. E poi ha 27 anni. E’ nel pieno della maturazione professionale. Immaginatelo a 21 quando esordì nel campionato brasiliano.
Stramaccioni, toglilo. Metti sempre la difesa a 3, metti Zanetti terzino, metti anche Palacio terzino, piuttosto. Ma levalo dal campo: sta inzozzando quello che fino a 10 anni fa era il campionato più bello del mondo.

martedì 27 novembre 2012

Sneijder, l'Inter e il mobbing

In casa Inter è scoppiato il caso Sneijder. L'hanno fatto scoppiare Branca, a mio modo di vedere il peggior dirigente sportivo della storia della Serie A, e Stramaccioni, a mio modo di vedere uno dei miglior allenatori della Serie A.

Il nodo della questione è sempre lo stesso: i soldi. Wesley Sneijder ha un triennale da sei milioni di euro netti a stagione, circa dodici milioni lordi da tirar fuori per le casse dell'Inter. Siccome c'è la crisi, l'Inter gli ha detto qualcosa tipo: "Caro Wes, hai tre anni di contratto. Da qui al 2015 dobbiamo dare a te diciotto milioni di euro e allo Stato diciotto milioni di euro. Facciamo che ti diamo diciotto milioni di euro, ma in quattro anni. Facciamo che ne prenderai quattro e mezzo a stagione e non più sei. Però resti con noi un anno in più. Ah, complimenti per Yolanthe: gran pezzo di gnocca". Robetta semplice, si spalma l'ingaggio e l'Inter risparmia tre milioni di euro l'anno tra tasse ed emolumenti. Tutto molto lineare e comune, se non fosse che Branca ha anche aggiunto: "Oh, per la cronaca: finché non firmi, non giochi. Nessun rancore?".

Magari qualcuno di voi pensa sia giusto, qualcun'altro che è sbagliato. Qualcuno ricorda che arriva da parecchi infortuni, qualcun'altro che è stato artefice del triplete e ha trascinato l'Olanda in finale del Mondiale. Altri magari dicono che visto il ruolo la sua collocazione tattica è un problema. Tutte belle cose, ma me ne potrebbe fregare di meno. Il punto è un altro.

Intervenuto in una trasmissione radiofonica, un tizio, non so quanto competente in materia di diritto del lavoro, ha detto che poteva configurarsi il reato di mobbing ai danni dell'olandese. Io non ho studiato diritto del lavoro, so per sommi capi cosa sia il mobbing e lo riconoscerei solo nelle forme più estreme. Non so se il caso di Sneijder con l'Inter sia davvero mobbing. A quel punto il presentatore della trasmissione radiofonica, che non esito a definire un coglione, ha detto: "Forse è mobbing, ma Sneijder percepisce milioni di euro l'anno. Lasciamo il mobbing agli operai che faticano ad arrivare a fine mese".

Ho un nuovo sogno. Sogno di avere un azienda, fondata da me, e portarla al successo. Successo mondiale, guadagnare palate e palate di soldi. Sogno di rintracciare quel presentatore e assumerlo. Sogno di fargli firmare un contratto da tredici milioni di euro l'anno e dargli un incarico che preveda tantissime responsabilità. Sogno di togliergli piano piano, ma in modo violento, tutte le responsabilità  nel giro di un mese. Sogno di farlo sedere per terra, lontano dagli altri. Di cagargli l'orecchio, pisciargli la giacca e impedirgli di cambiarsi o lavarsi. Sogno di farlo mangiare, da una ciotola, gli avanzi degli altri dipendenti. Sogno, quando verrà a lamentarsi, di fargli ascoltare le sue esatte parole e, mentre gli martello le gengive e gli tiro con violenza le basette che per mio preciso ordine deve tenere lunghe e folte, dirgli: "pensa, guadagni anche il doppio di Snejider". Sogno.

domenica 10 giugno 2012

Strani interismi

Moratti ha appena dichiarato che quella dell'Inter è la Primavera più forte d'Europa. Non è che si sia alzato una mattina e ha deciso di dire una cosa del genere. L'ha detta, e a ragione, dopo lo scudetto vinto dagli interini (licenza poetica) contro la Lazio. La vittoria del tricolore fa il paio con la vittoria della Next Gen Cup, una specie di Champions League primavera in fase embrionale e sperimentale.

L'Inter primavera è quindi campione d'Italia e campione d'Europa. Si fa fatica e non pensare sia la più forte del Continente. Soprattutto perché le due vittorie sono arrivate con due allenatori diversi, segno che non era Stramaccioni a essere un fenomeno della panchina, ma i giocatori ad essere più forti di tutti gli altri.

Ieri, nella finale vinta 3-2, ha segnato Samuele Longo che, spiace ammetterlo, ma è un fenomeno. Segna di destro, di sinistro e di testa, è giovane, può crescere tanto e diventare un attaccante fortissimo. Quindi verrà venduto in un operazione che porterà a Milano un 32enne sul viale del tramonto.

A Milano si lavora così: quello giovane giovane forte forte viene venduto per fargli fare esperienza. Questo fa esperienza e diventa giovane forte forte forte. Tutte le grandi squadre operano più o meno così, con la differenza che quasi tutte mandano i giovani in prestito, esagerando in comproprietà. L'Iner, in un modo o nell'altro, li vende, magari ottenendo un'opzione morale. Che cazzo sia l'opzione morale non è dato sapersi, però loro la ottengono. Non si sa mai serva uno spessorino in casa.
Dopo un po' quei geni dell'imprenditoria calcistica capiscono che il ragazzo, venduto un paio d'anni prima, è diventato da Inter, e lo riacquistano pagandolo 4 o 5 volte quello che hanno incassato anni prima vendendolo. Una scelta senza senso logico, ma comune tra gli esperti di mercato dell'Inter, vedi Marco Branca.

I casi più emblematici sono Mattia Destro e Goran Pandev, cresciuti nel vivaio interista, venduti quando troppo giovani per andare a fighe in discoteca,  e ricomprati anni dopo. Magari nel frattempo sono arrivati giovanissimi scarsi come sedie, però quelli della Primavera vengono venduti come se non ci fosse un domani.

Piccolo consiglio per la Moratti band: tenetevi Samuele Longo. Fatelo giocare, fatelo giocare tantissimo. E fra 5 o 6 anni avrete un attaccante completo da 20 gol a stagione gratis. Oppure datelo al Cagliari che ha un discreto bisogno di gente forte lì davanti.

lunedì 21 maggio 2012

Ripartenze

Non so secondo voi, ma per me l'Inter più bella è quella del periodo 1990-2006, unica eccezione: anno 1998. Siccome sono troppo piccolo per ricordare bene gli anni '90, diciamo che l'Inter più bella, secondo me, è quella che va dal 2000 al 2006.

Premessa: non parlo, e penso non lo farò mai, dello scandalo Calciopoli. Questo è un blog in cui parlo di calcio, e quello ha poco a che vedere con il calcio.
Sì, ma hai parlato di calcioscommesse, e anche quello non è che c'entrasse molto col calcio giocato. Non è che non ne parli perché avete toccato il punto più basso della vostra storia, sia a livello d'immagine, sia a livello sportivo, e non sai cosa inventarti?

No. E' che il blog è mio e scrivo il cazzo che mi piace. Fine premessa.

In quei 6 anni abbiamo assistito all'Inter più divertente della storia, e le risate solitamente iniziavano già a luglio. La campagna acquisti dell'Inter era una cosa bellissima. La domanda che si facevano gli uomini di mercato, prima di acquistare un giocatore, non era "è funzionale?" o "ci serve?" bensì "è forte?" Se la risposta era sì, mah, boh, vorrei tanto scoprirlo, in teoria no ma poi chissà, o affini, si acquistava il giocatore. E' grazie a loro se nel BelPaese sono arrivati giocatori di livello assoluto come Ronaldo, Adriano e Seedorf, ma anche pippe non da poco come Van Der Meyde, Georgatos e molti altri. Non esisteva il fairplay finanziario, né la crisi globale, quindi Moratti spendeva i miliardi ogni anno. L'Inter per anni è stata una società che schierava 11 giocatori e li faceva vagare per il campo.
Era una conseguenza quasi logica non vincere mai: la squadra era sì forte, ma era diversa ogni anno, e in Italia non basta essere forte per vincere (vedi Milan quest'anno).
Le cose non migliorarono granché dopo Calciopoli, solo che quando giochi in un campionato in cui la terza forza è il Chievo, basta averne 14 in rosa che sappiano palleggiare per vincere lo scudetto.

Tutto, o quasi, cambiò con l'arrivo di Mourinho, un allenatore all'inglese, abituato a decidere anche che mutande dovesse indossare il terzo portiere. Decise tutto appena arrivato, compresa la campagna acquisti. Il primo anno fu quasi al buio, senza conoscere il campionato e il gioco in Italia. Arrivarono  Quaresma e Mancini, poi lo special one capì che era meglio giocare in 9 e dopo un mese non videro più il campo. Però piano piano stava costruendo una squadra, che è ben diverso dal mettere 11 pellegrini in campo. Infatti nel giro di due anni vinse tutto quello che poteva vincere. Poi se ne andò, e l'Inter non vinse nulla a parte una Coppa Italia. Mondiale per Club contro un'africana e un'asiatica non è attendibile, è attendibile pensare di averla disputata, ma anche per quello si ringrazia Mou.

Da quando il portoghese se n'è andato, l'Inter si è scoperta ignorante sul mercato. Ci si aggrappava a giocatori fatti arrivare da Mourinho, ma che non rendevano più come prima e quindi completamente diversi. Sono arrivati Forlan e Zarate, e il grande colpo l'hanno fatto Atletico Madrid e Lazio vendendoli (una ha vinto l'Europa League, l'altra è arrivata sopra l'Inter in campionato). Si stanno rifacendo gli stessi errori fatti prima del 2006, che poi sono gli stessi fatti dalla Juve nelle ultime 2 stagioni, in cui sono arrivati due settimi posti. Come è arrivata l'Inter quest'anno? Sesta? Beh, è già una base più solida su cui ripartire, basta non ripartire da Branca.

venerdì 16 marzo 2012

Ah, l'onore delle armi!

Lo sport italiano sta facendo cagare. Pochi giri di parole, poche manfrine, pochi si, ma, però, se, forse e altri cazzi. Fa cagare.

Adesso ci sono tre competizioni di gran moda: Champions League ed Europa League per quanto riguarda il calcio, e Sei Nazioni per quanto riguarda il rugby.
Io a proposito di quest'ultimo sport so poco. So che la palla con le mani non si può passare in avanti, ma solo all'indietro, mentre coi piedi dove ti viene meglio darla. So che si deve fare  meta, e che se butti la palla dentro i pali sono punti. So inoltre che se non vinci neanche una partita al Sei Nazioni prendi il cucchiaio di legno.
Leggendo qua e la mi sono reso conto che l'Italia ha tanto onore che a malapena sa dove metterlo. Ogni volta che finisce una partita è sempre con onore e testa alta, testa alta e onore. Oh, le ha perse tutte finora, ma tutte con testa alta e onore. Non danno punti né la testa alta né l'onore, ma l'Italrugby ne ha a bizzeffe, sia mai che magari un giorno torni utile.

L'Udinese è uscita ieri dall'Europa League. Dopo aver perso l'andata in Olanda 2-0, al ritorno ha vinto solo 2-1 contro l'AZ Alkmaar. Indovinate come è uscita l'Udinese dal campo dopo l'eliminazione? A testa alta! Eh certo. Gli avversari erano in dieci dal terzo minuto, mentre i friulani stavano già vincendo 2-0 al 15esimo, salvo poi prendere gol da una squadra in 10 che è tanto abile e simpatica, ma che non è il Barcellona. Però è uscita con onore e a testa alta dalla competizione. Meglio così, sono contento per l'Italia che fa il pieno d'onore. Ma mica è finita qui.

Due giorni prima l'Inter è uscita dalla Champions agli ottavi contro il modestissimo Marsiglia che in campionato perde anche contro sé stessa. I nerazzurri sono riusciti a prendere un gol nei minuti di recupero del secondo tempo in entrambe le sfide. Fuori anche l'Inter dalla Champions contro un avversario che definire più scarso è eufemistico. Nonostante ciò, anche loro sono usciti con un fottìo d'onore. Ma magari a testa bassa, chiederete voi. Manco per il cazzo! A leggere i giornali anche loro con la testa alta. Che bella cosa. Il giorno dopo è toccato al Napoli, che forte del 3-1 del San Paolo, è andata a Londra a prenderne 4 in 120 minuti. Poteva coprirsi e ripartire, bastava fare due gol e si arrivava ai quarti, dove neanche Maradona era riuscito ad arrivare. E invece no, a casa anche il Napoli. Ma credete forse che sia uscito sconfitto? Stolti! Per Mazzarri è come una vittoria, mentre per Cannavaro la testa non era alta, ma altissima. Bellissima cosa, sono molto contento.

La Lazio ne prende 3 in casa dall'Atletico Madrid, squadra forte e con un fenomeno come Falcao in attacco. Poi va a Madrid e perde anche lì, ma solo uno a zero. 4-1 di somma tra andata e ritorno. Be' dai questa è una sconfitta senza appello, senza onore penserà qualcuno con una gran voglia di scherzare. Perché anche da lì la Lazio è uscita a testa alta, fiera di aver giocato alla pari contro un grande avversario. Non vedo dove sia il pari nel punteggio di 4-1, ma mi fido.

L'unica italiana che esce senza onore e senza gloria è il Milan, che perde 3-0 a Londra contro l'Arsenal, ma in virtù del 4-0 a San Siro è qualificata. In pratica l'unica squadra italiana ai quarti è anche l'unica che esce dal campo a testa bassa e senza onore.

Ora, io non sono un catastrofista che pensa che le sconfitte siano tutte uguali e che non esista disfatta con onore. Se il Poggibonsi perdesse 1-0 col Barcellona dopo che l'arbitro ha annullato due gol validi e negato un rigore solare ai poggibonsesi, e il loro presidente dicesse: sconfitta con onore, io non penserei che sta dicendo cagate. Ma si provasse una volta a essere obbiettivi, sia nel rugby sia nel calcio, senza per forza dire che ogni sconfitta è con onore e a testa alta, e magari si riuscisse ad applicare questa filosofia a tutte le cose, smetterebbero di riderci dietro in giro per il mondo.

martedì 6 marzo 2012

Dai Claudio, 5-4-1 e ti passa la paura.

Se c'è una persona nel mondo che invidio è Andres Iniesta.
Non tanto per i soldi, per i piedi, per la classe, perché gioca al Barcellona o perchè è l'unico esemplare di uomo al mondo privo di zigomi.
Invidio Andres Iniesta perché in ben due occasioni è stato decisivo per la squadra.

Semifinale di Champions League, stagione 2008-2009. Chelsea - Barcellona. Dopo lo 0 - 0 dell'andata in Spagna, i blues conducono 1-0 a un minuto dalla fine (per chi non lo sapesse, i blues è il Chelsea. Che cazzo ci fai nel mio blog se non sai chi sono i blues? Ah già, sei mio fratello. Ciao Miky).
La partita verrà ricordata soprattutto per il simpaticissimo arbitraggio di Ovrebo, che correva col braccio  verso la porta del Chelsea e quando l'azione dei londinesi diventava particolarmente pericolosa, fischiava. I blaugrana (sì Miky, i blaugrana è il Barcellona) soffrirono come mai avevano fatto negli ultimi tre anni, e agguantarono il gol-qualificazione nell'ultimo minuto di recupero grazie ad Andres Iniesta, che fece l'unico tiro in porta per la sua squadra in tutta la partita, e portò compagni, staff, tifosi e tutti quelli che vollero salire sul carro dei vincitori alla finale di Roma, poi vinta con merito.

Finale di Coppa del Mondo, Sudafrica 2010. La Spagna, già campione d'Europa in carica, sfida l'Olanda. Partita tesa ed equilibrata, decisa a 4 minuti dai rigori, al 116esimo minuto, da Andres Iniesta. Apoteosi. In Spagna diventa più amato e importante del Re. Anche i tifosi del Real Madrid iniziarono ad amare Iniesta. Cazzo, aveva appena fatto vincere alla Spagna la coppa del mondo.

La stessa cosa poteva capitare a Gianpaolo Pazzini, seppur in competizioni e con pesi specifici totalmente diversi.
La sua squadra le sta perdendo tutte. Non segna da tantissimi minuti - il numero esatto non lo ricordo ma è il record nella storia dell'Inter - e i tifosi vanno allo stadio già tristi e demoralizzati.

I milanesi affrontano il Napoli a San Paolo, e perdono uno a zero. Nell'ultimo minuto il cecchino Pazzini, che di testa non sbaglia mai, è a 3 metri dalla porta, completamente solo, gli arriva un cross perfetto. Deve solo metterla in porta. Ma lui è un cecchino, la vuole piazzare sul palo alla destra del portiere. Può diventare l'eroe dell'Inter, può pareggiare la partita.
Forse già da quando ho scritto il cecchino Pazzini avrete capito che l'ha sbagliato. E molto probabilmente avete già visto la partita o almeno gli highlights quindi sapevate già benone che l'ha sbagliato. Ecco, ha sbagliato. L'Inter perde, di nuovo.

A Catania può arrivare il riscatto. La squadra sta pareggiando 2-2 dopo essere andata sotto 2-0 in casa. La rimonta sarebbe un gran segnale per dimostrare che è viva e lotta. Gli ultimi minuti, l'Inter attacca alla ricerca del gol del 3-2. Obi tira una fucilata per Gianpaolo secontinuicosìl'Europeolovedidacasa Pazzini, che la stoppa di ginocchio-ventre-pancia-braccio. E' solo, a un metro dalla porta. Non può proprio sbagliarlo, prende la mira, carica il sinistro e ha la brillante idea di tirare addosso a Carrizo in uscita. Poteva essere l'eroe di San Siro, colui che si fa perdonare tanti errori con il gol scaccia crisi. Poteva essere l'Iniesta dell'Inter, è diventato un pirla.

Ho solo una richiesta da fare a Ranieri: contro il Marsiglia potresti farlo giocare unica punta? Ho puntato forte sullo 0-0.

mercoledì 15 febbraio 2012

Die Meister, die Besten, les meilleurs equipes, the champions.

E' tornata la Champions League! Le migliori squadre d'Europa più l'APOEL si sfidano per vincere il trofeo continentale per club più ambito.
Il Milan sfida l'Arsenal di Van Persie e di Titi Henry, il Napoli se la vedrà col Chelsea di Torres e Lampard, l'Inter avrà di fronte il Marsiglia di nessuno in particolare, ma visto il gol di Caracciolo, può arrivare la prima sega e diventare un fenomeno contro l'Inter di questo periodo.

I rossoneri sono chiamati al riscatto contro l'Inghilterra, visto che nelle ultime due edizioni sono state eliminate agli ottavi da squadre d'oltremanica, e sono chiamati alla vendetta, visto che l'Arsenal eliminò il Milan nel 2008 con uno 0 - 2 mica da ridere. Ed è proprio contro un'inglese, il Liverpool, che il Milan ha fatto la figura di merda più grande della sua storia, e forse della storia della Champions. Istanbul 2005 è lontano, ma ancora vivo nella memoria di tutti i milanisti. I tifosi si toccano i coglioni, mentre Allegri rassicura tutti.

Il Napoli ha abituato i propri tifosi a vere e proprie imprese in Champions. La bolgia del San Paolo è una spinta non da poco, visto il calore e il supporto che i tifosi riescono a dare, diventando il famoso 12esimo uomo in campo. Contro il Chelsea allenato dallo special two Villas-Boas non sarà una passeggiata, ma visto che i blues in premier hanno iniziato una molto proficua collezione di figure di merda, l'impegno è meno proibitivo di quanto il blasone dell'avversario possa far  pensare.

L'Inter ha sulla carta l'impegno più facile tra le italiane. Sarebbe il più facile anche sul campo se si ricordasse di essere una squadra con ottime individualità. Ma quando si perde a Lecce, si prendono 4 gol da Palermo, pur facendone altrettanti, si prendono altri 4 gol dalla Roma, senza farne neanche uno, e si perde in casa contro il Novara ultimo in classifica, tutto è possibile. Per l'Inter vale lo stesso discorso fatto per il Napoli, ma al contrario: l'impegno del Marsiglia è meno proibitivo di quanto il blasone dell'avversario possa far pensare.

Da Italiano, e da tifoso Juventino che in serate come queste paga il disastro dell'anno scorso, mi auguro solo che le squadre italiane riescano a evitare di andare in giro per l'Europa a prendere calci nel culo.

lunedì 30 gennaio 2012

Obbiettività

Vorrei dire una cosa, attraverso questo blog che sta riscuotendo un successo sconfinato, ai tifosi di Milan, Inter, Juventus: siete patetici.
Non sono tutti patetici, sia chiaro, ma la stragrande maggioranza dei tifosi che popola Facebook lo è.
Siete patetici quando prendete le foto di Milito e Boateng e ci mettete i fumetti manco foste i novelli Walt Disney. Ci scrivete cose tipo: sono io il principe di Milano, e a seconda della fede calcistica di chi pubblica la foto, cambia il giocatore che avrebbe detto questa frase.
Siete patetici quando quella stessa foto, brutta, inutile, triste e priva di senso, la pubblicate, invece di lasciarla al completo anonimato che merita, mettendo commenti ancora più tristi della foto: epic win ed epic fail, le risate sguaiate come se aveste smerdato una volta per tutte i cugini, il senso di onnipotenza come se foste in possesso della verità assoluta.
Siete patetici quando vi infuriate e date del ladro a destra e a sinistra quando c'è un errore arbitrale a favore di una squadra che non è quella che tifate voi, salvo poi inventarvi nuove regole e parlare di lavoro difficile dei guardalinee o di arbitro coperto quando l'errore arbitrale è a favore della squadra che tifate. Siete anche capaci di dire che sì, il rigore che hanno appena dato a favore alla squadra a cui tenete magari è completamente inesistente, però nella stagione '78/'79 non hanno dato un rigore che c'era perciò è giusto così.
Siete patetici quando sostenete, credendoci, che il vostro è l'unico capitano onesto e leale. E' l'unica e ultima bandiera del calcio.
Siete patetici quando la vostra squadra, che magari è quinta o sesta in campionato, fa due vittoria di fila e voi siete subito pronti a dire che senza gli errori arbitrali ora sareste primi con 179 punti di vantaggio.
Siete patetici in quanto convinti di tifare l'unica squadra pulita in Italia, la squadra più forte del mondo e l'unica squadra che realmente valga la pena tifare, considerando tutte le altre, squadre di merda tifate da persone stupide o che di calcio non ci capiscono nulla, perchè se ci capissero qualcosa tiferebbero la vostra stessa squadra.
Insomma, siete patetici quando parlate di calcio. E non potete farne a meno. Non riuscite proprio a iniziare una conversazione senza risultare patetici nel giro di tre minuti.
E leggendo questo post magari penserete: è proprio vero. Quel mio amico è proprio patetico.
Vi prego, continuate così. Sarete anche patetici, ma mi fate tanto ridere.

giovedì 12 gennaio 2012

Guerra e Apache

Si è aperto il mercato di Gennaio, e il tormentone è rappresentato da Carlitos Tevez.
Per l'argentino si è scatenato un derby di mercato tra Milan e Inter senza esclusione di colpi.
I rossoneri non convincono il City, ma sono forti della volontà del giocatore di trasferirsi al Milan, mentre i nerazzurri convincono il City, ma Tevez vuole andare dall'altra parte. Il giocatore era già stato accostato all'Inter l'estate scorsa, quando il City comprava attaccanti come se fossero patatine e Moratti era a caccia del sostituto di Eto'o.
A novembre l'Apache è finito fuori rosa per essersi rifiutato di scendere in campo contro il Bayern Monaco, mandando su tutte le furie Mancini, che ai cronisti dirà for me Carlos is not a player of Manchester City, for me it's finish, he can't play in un inglese tutto suo.
Il Milan, dopo l'infortunio di Cassano ha fiutato l'affare, e, come ha dichiarato Galliani, farà il possibile e l'impossibile per prendere Tevez. Il piano dei dirigenti del Milan, consisterebbe nel vendere Pato al PSG, e acquistare l'argentino. Sinceramente, ho visto piani migliori.
Il Papero è in rotta con Allegri, e a Parigi ritroverebbe Ancelotti, l'allenatore che lo portò in Italia e lo fece esordire contro il Napoli. Il Milan ricaverebbe dalla cessione circa 30 milioni di euro, che investirebbe per prendere Tevez, un giocatore che dovunque sia andato ha creato problemi (chiedere a Manchester United per ulteriori informazioni).
Pato deve compiere 23 anni a Settembre, Tevez ne farà 28 a febbraio. Anagraficamente non conviene.
Pato non ha mai creato problemi, andava in panchina senza batter ciglio, non ha mai creato polemiche, mai un insulto, mai un'intervista sopra le righe, mai un problema. Tevez riesce a stento a scendere dall'aereo senza rompere i coglioni. Prima di andare via da una squadra riesce a lasciare un pessimo ricordo di sé. Sotto il profilo del comportamento, non conviene.
Pato è un attaccante. Tevez è un attaccante. Numericamente non cambia un cazzo.
Pato è veloce, agile, può risolvere da solo una partita e inventarsi gol dal nulla. Tevez è esplosivo e dinamico, può risolvere da solo una partita e inventarsi gol dal nulla. Tecnicamente, non cambia un cazzo
Pato è un bel ragazzo, simpatico educato e si monta la figlia del boss. Tevez è brutto come la miseria più nera, è assieme a Ribery il giocatore più antiestetico del panorama internazionale. Sotto il profilo dell'immagine, è un azzardo dare a quell'abominio la maglia del Milan
Pato guadagna 2,5 milioni di euro. Tevez al City ne prende 8. Anche se si riducesse lo stipendio della metà, economicamente non conviene.
Pato vorrebbe andare via, vorrebbe andare al PSG e vorrebbe ritrovare Ancelotti. Tevez vuole assolutissimamente il Milan, vuole giocare con Ibrahimovic e vuole giocare a San Siro. Sotto il profilo delle motivazioni conviene.
Pato ha una media di due infortuni muscolari all'anno. Tevez raramente si rompe, quasi mai per tanto tempo. Fisicamente conviene
E' sufficiente?

giovedì 29 settembre 2011

Rincorsa alla Germania

Circa due settimane fa si è discusso della possibilità che Portogallo e Francia ci raggiungessero nel ranking Fifa, e della possibiltà di diventare il sesto campionato in Europa. I toni catastrofisti erano dettati dalla magra figura che le cinque squadre italiane avevano fatto nelle competizioni continentali,  con una sconfitta, tre pareggi e una sola vittoria.
A distanza di circa quindici giorni i toni sono completamente diversi. Tutti i giornali e telegiornali sportivi parlavano del successo in Champions League di Inter, Napoli e Milan. Le tre squadre impegnate nella massima rassegna del vecchio continente hanno colto altrettante vittorie. La prima a scendere in campo in quel di Mosca è stata la Benamata, che ha battuto, non senza patemi e difficoltà, il CSKA.
La vittoria di maggior prestigio, e più importante arriva dal San Paolo, dove i Partenopei, nel giro di due minuti, affondano il sottomarino giallo del Villareal, e colgono il primo successo in Europa dopo 21 anni di lontananza dal palcoscenico più importante
Il Milan, in casa e contro un avversario tre o quattro spanne inferiore, fa semplicemente il proprio dovere di squadra più titolata al mondo, vincendo grazie al ritrovato Ibrahimovic, che segna e inventa.
E' da queste basi, da queste vittorie, da questo spirito, che deve partire la rincorsa alla Germania per il ranking FIFA.

martedì 20 settembre 2011

Che colpa ne ha?

E' il Silvio Piola di Novara il teatro della quarta sconfitta in cinque partite della nuova Inter targata Gianpiero Gasperini. I piemontesi annichiliscono i nerazzurri, ben più di quanto il punteggio finale dica. E' finita 3 a 1, sarebbe potuta andare molto, molto peggio all'Inter, che sfodera una prestazione pessima, la peggiore Inter da 4 anni a questa parte.
Ora i tifosi chiedono l'esonero del tecnico, ritenuto l'unico responsabile della situazione. Nel calcio è quasi sempre così, se le cose non vanno la colpa è dell'allenatore. E' anche vero che è più facile cambiare un pastore che 28 pecore, ma ci sono valutazioni oggettive da fare.
Questa sera i giocatori erano spaesati, confusi, imprecisi, pigri, lenti. Non importa che squadra si stia sfidando, se sei tutte queste cose perdi, per forza. E allora che colpa ne ha Gasperini se pensa di mandare in campo 11 giocatori  e invece manda in campo 11 cadaveri? Che colpa ne ha Gasperini se Castaignos non azzecca una giocata, manco una rimessa laterale facile facile che riuscirebbe a fare anche il nipote di Larrivey? Che colpa ne ha se Snejder l'anno scorso e due anni fa toccava il pallone e magicamente mandava in porta un compagno, e quest'anno quando tocca il pallone manda in porta un avversario? Ci ha messo anche del suo, il Gasp. Far esordire Pazzini alla terza in campionato non è sembrata esattamente un'ideona, così come l'idea della difesa a 3 con interpreti sbagliatissimi. Non proprio colpi di genio.
Ma Gasperini era stato preso conoscendo l'idea che aveva di calcio. E' una vita che, dovunque vada, porta la difesa a 3. Magari non è l'uomo giusto alla guida dell'Inter. Ma ce ne sono tanti altri che non sono uomini giusti, degni di indossare quella maglia.