Lo sport italiano sta facendo cagare. Pochi giri di parole, poche manfrine, pochi si, ma, però, se, forse e altri cazzi. Fa cagare.
Adesso ci sono tre competizioni di gran moda: Champions League ed Europa League per quanto riguarda il calcio, e Sei Nazioni per quanto riguarda il rugby.
Io a proposito di quest'ultimo sport so poco. So che la palla con le mani non si può passare in avanti, ma solo all'indietro, mentre coi piedi dove ti viene meglio darla. So che si deve fare meta, e che se butti la palla dentro i pali sono punti. So inoltre che se non vinci neanche una partita al Sei Nazioni prendi il cucchiaio di legno.
Leggendo qua e la mi sono reso conto che l'Italia ha tanto onore che a malapena sa dove metterlo. Ogni volta che finisce una partita è sempre con onore e testa alta, testa alta e onore. Oh, le ha perse tutte finora, ma tutte con testa alta e onore. Non danno punti né la testa alta né l'onore, ma l'Italrugby ne ha a bizzeffe, sia mai che magari un giorno torni utile.
L'Udinese è uscita ieri dall'Europa League. Dopo aver perso l'andata in Olanda 2-0, al ritorno ha vinto solo 2-1 contro l'AZ Alkmaar. Indovinate come è uscita l'Udinese dal campo dopo l'eliminazione? A testa alta! Eh certo. Gli avversari erano in dieci dal terzo minuto, mentre i friulani stavano già vincendo 2-0 al 15esimo, salvo poi prendere gol da una squadra in 10 che è tanto abile e simpatica, ma che non è il Barcellona. Però è uscita con onore e a testa alta dalla competizione. Meglio così, sono contento per l'Italia che fa il pieno d'onore. Ma mica è finita qui.
Due giorni prima l'Inter è uscita dalla Champions agli ottavi contro il modestissimo Marsiglia che in campionato perde anche contro sé stessa. I nerazzurri sono riusciti a prendere un gol nei minuti di recupero del secondo tempo in entrambe le sfide. Fuori anche l'Inter dalla Champions contro un avversario che definire più scarso è eufemistico. Nonostante ciò, anche loro sono usciti con un fottìo d'onore. Ma magari a testa bassa, chiederete voi. Manco per il cazzo! A leggere i giornali anche loro con la testa alta. Che bella cosa. Il giorno dopo è toccato al Napoli, che forte del 3-1 del San Paolo, è andata a Londra a prenderne 4 in 120 minuti. Poteva coprirsi e ripartire, bastava fare due gol e si arrivava ai quarti, dove neanche Maradona era riuscito ad arrivare. E invece no, a casa anche il Napoli. Ma credete forse che sia uscito sconfitto? Stolti! Per Mazzarri è come una vittoria, mentre per Cannavaro la testa non era alta, ma altissima. Bellissima cosa, sono molto contento.
La Lazio ne prende 3 in casa dall'Atletico Madrid, squadra forte e con un fenomeno come Falcao in attacco. Poi va a Madrid e perde anche lì, ma solo uno a zero. 4-1 di somma tra andata e ritorno. Be' dai questa è una sconfitta senza appello, senza onore penserà qualcuno con una gran voglia di scherzare. Perché anche da lì la Lazio è uscita a testa alta, fiera di aver giocato alla pari contro un grande avversario. Non vedo dove sia il pari nel punteggio di 4-1, ma mi fido.
L'unica italiana che esce senza onore e senza gloria è il Milan, che perde 3-0 a Londra contro l'Arsenal, ma in virtù del 4-0 a San Siro è qualificata. In pratica l'unica squadra italiana ai quarti è anche l'unica che esce dal campo a testa bassa e senza onore.
Ora, io non sono un catastrofista che pensa che le sconfitte siano tutte uguali e che non esista disfatta con onore. Se il Poggibonsi perdesse 1-0 col Barcellona dopo che l'arbitro ha annullato due gol validi e negato un rigore solare ai poggibonsesi, e il loro presidente dicesse: sconfitta con onore, io non penserei che sta dicendo cagate. Ma si provasse una volta a essere obbiettivi, sia nel rugby sia nel calcio, senza per forza dire che ogni sconfitta è con onore e a testa alta, e magari si riuscisse ad applicare questa filosofia a tutte le cose, smetterebbero di riderci dietro in giro per il mondo.
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venerdì 16 marzo 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
Die Meister, die Besten, les meilleurs equipes, the champions.
E' tornata la Champions League! Le migliori squadre d'Europa più l'APOEL si sfidano per vincere il trofeo continentale per club più ambito.
I rossoneri sono chiamati al riscatto contro l'Inghilterra, visto che nelle ultime due edizioni sono state eliminate agli ottavi da squadre d'oltremanica, e sono chiamati alla vendetta, visto che l'Arsenal eliminò il Milan nel 2008 con uno 0 - 2 mica da ridere. Ed è proprio contro un'inglese, il Liverpool, che il Milan ha fatto la figura di merda più grande della sua storia, e forse della storia della Champions. Istanbul 2005 è lontano, ma ancora vivo nella memoria di tutti i milanisti. I tifosi si toccano i coglioni, mentre Allegri rassicura tutti.
Il Milan sfida l'Arsenal di Van Persie e di Titi Henry, il Napoli se la vedrà col Chelsea di Torres e Lampard, l'Inter avrà di fronte il Marsiglia di nessuno in particolare, ma visto il gol di Caracciolo, può arrivare la prima sega e diventare un fenomeno contro l'Inter di questo periodo.
I rossoneri sono chiamati al riscatto contro l'Inghilterra, visto che nelle ultime due edizioni sono state eliminate agli ottavi da squadre d'oltremanica, e sono chiamati alla vendetta, visto che l'Arsenal eliminò il Milan nel 2008 con uno 0 - 2 mica da ridere. Ed è proprio contro un'inglese, il Liverpool, che il Milan ha fatto la figura di merda più grande della sua storia, e forse della storia della Champions. Istanbul 2005 è lontano, ma ancora vivo nella memoria di tutti i milanisti. I tifosi si toccano i coglioni, mentre Allegri rassicura tutti.
Il Napoli ha abituato i propri tifosi a vere e proprie imprese in Champions. La bolgia del San Paolo è una spinta non da poco, visto il calore e il supporto che i tifosi riescono a dare, diventando il famoso 12esimo uomo in campo. Contro il Chelsea allenato dallo special two Villas-Boas non sarà una passeggiata, ma visto che i blues in premier hanno iniziato una molto proficua collezione di figure di merda, l'impegno è meno proibitivo di quanto il blasone dell'avversario possa far pensare.
L'Inter ha sulla carta l'impegno più facile tra le italiane. Sarebbe il più facile anche sul campo se si ricordasse di essere una squadra con ottime individualità. Ma quando si perde a Lecce, si prendono 4 gol da Palermo, pur facendone altrettanti, si prendono altri 4 gol dalla Roma, senza farne neanche uno, e si perde in casa contro il Novara ultimo in classifica, tutto è possibile. Per l'Inter vale lo stesso discorso fatto per il Napoli, ma al contrario: l'impegno del Marsiglia è meno proibitivo di quanto il blasone dell'avversario possa far pensare.
Da Italiano, e da tifoso Juventino che in serate come queste paga il disastro dell'anno scorso, mi auguro solo che le squadre italiane riescano a evitare di andare in giro per l'Europa a prendere calci nel culo.
lunedì 30 gennaio 2012
Obbiettività
Vorrei dire una cosa, attraverso questo blog che sta riscuotendo un successo sconfinato, ai tifosi di Milan, Inter, Juventus: siete patetici.
Non sono tutti patetici, sia chiaro, ma la stragrande maggioranza dei tifosi che popola Facebook lo è.
Siete patetici quando prendete le foto di Milito e Boateng e ci mettete i fumetti manco foste i novelli Walt Disney. Ci scrivete cose tipo: sono io il principe di Milano, e a seconda della fede calcistica di chi pubblica la foto, cambia il giocatore che avrebbe detto questa frase.
Siete patetici quando quella stessa foto, brutta, inutile, triste e priva di senso, la pubblicate, invece di lasciarla al completo anonimato che merita, mettendo commenti ancora più tristi della foto: epic win ed epic fail, le risate sguaiate come se aveste smerdato una volta per tutte i cugini, il senso di onnipotenza come se foste in possesso della verità assoluta.
Siete patetici quando vi infuriate e date del ladro a destra e a sinistra quando c'è un errore arbitrale a favore di una squadra che non è quella che tifate voi, salvo poi inventarvi nuove regole e parlare di lavoro difficile dei guardalinee o di arbitro coperto quando l'errore arbitrale è a favore della squadra che tifate. Siete anche capaci di dire che sì, il rigore che hanno appena dato a favore alla squadra a cui tenete magari è completamente inesistente, però nella stagione '78/'79 non hanno dato un rigore che c'era perciò è giusto così.
Siete patetici quando sostenete, credendoci, che il vostro è l'unico capitano onesto e leale. E' l'unica e ultima bandiera del calcio.
Siete patetici quando la vostra squadra, che magari è quinta o sesta in campionato, fa due vittoria di fila e voi siete subito pronti a dire che senza gli errori arbitrali ora sareste primi con 179 punti di vantaggio.
Siete patetici in quanto convinti di tifare l'unica squadra pulita in Italia, la squadra più forte del mondo e l'unica squadra che realmente valga la pena tifare, considerando tutte le altre, squadre di merda tifate da persone stupide o che di calcio non ci capiscono nulla, perchè se ci capissero qualcosa tiferebbero la vostra stessa squadra.
Insomma, siete patetici quando parlate di calcio. E non potete farne a meno. Non riuscite proprio a iniziare una conversazione senza risultare patetici nel giro di tre minuti.
E leggendo questo post magari penserete: è proprio vero. Quel mio amico è proprio patetico.
Vi prego, continuate così. Sarete anche patetici, ma mi fate tanto ridere.
Non sono tutti patetici, sia chiaro, ma la stragrande maggioranza dei tifosi che popola Facebook lo è.
Siete patetici quando prendete le foto di Milito e Boateng e ci mettete i fumetti manco foste i novelli Walt Disney. Ci scrivete cose tipo: sono io il principe di Milano, e a seconda della fede calcistica di chi pubblica la foto, cambia il giocatore che avrebbe detto questa frase.
Siete patetici quando quella stessa foto, brutta, inutile, triste e priva di senso, la pubblicate, invece di lasciarla al completo anonimato che merita, mettendo commenti ancora più tristi della foto: epic win ed epic fail, le risate sguaiate come se aveste smerdato una volta per tutte i cugini, il senso di onnipotenza come se foste in possesso della verità assoluta.
Siete patetici quando vi infuriate e date del ladro a destra e a sinistra quando c'è un errore arbitrale a favore di una squadra che non è quella che tifate voi, salvo poi inventarvi nuove regole e parlare di lavoro difficile dei guardalinee o di arbitro coperto quando l'errore arbitrale è a favore della squadra che tifate. Siete anche capaci di dire che sì, il rigore che hanno appena dato a favore alla squadra a cui tenete magari è completamente inesistente, però nella stagione '78/'79 non hanno dato un rigore che c'era perciò è giusto così.
Siete patetici quando sostenete, credendoci, che il vostro è l'unico capitano onesto e leale. E' l'unica e ultima bandiera del calcio.
Siete patetici quando la vostra squadra, che magari è quinta o sesta in campionato, fa due vittoria di fila e voi siete subito pronti a dire che senza gli errori arbitrali ora sareste primi con 179 punti di vantaggio.
Siete patetici in quanto convinti di tifare l'unica squadra pulita in Italia, la squadra più forte del mondo e l'unica squadra che realmente valga la pena tifare, considerando tutte le altre, squadre di merda tifate da persone stupide o che di calcio non ci capiscono nulla, perchè se ci capissero qualcosa tiferebbero la vostra stessa squadra.
Insomma, siete patetici quando parlate di calcio. E non potete farne a meno. Non riuscite proprio a iniziare una conversazione senza risultare patetici nel giro di tre minuti.
E leggendo questo post magari penserete: è proprio vero. Quel mio amico è proprio patetico.
Vi prego, continuate così. Sarete anche patetici, ma mi fate tanto ridere.
giovedì 12 gennaio 2012
Guerra e Apache
Si è aperto il mercato di Gennaio, e il tormentone è rappresentato da Carlitos Tevez.
Per l'argentino si è scatenato un derby di mercato tra Milan e Inter senza esclusione di colpi.
I rossoneri non convincono il City, ma sono forti della volontà del giocatore di trasferirsi al Milan, mentre i nerazzurri convincono il City, ma Tevez vuole andare dall'altra parte. Il giocatore era già stato accostato all'Inter l'estate scorsa, quando il City comprava attaccanti come se fossero patatine e Moratti era a caccia del sostituto di Eto'o.
A novembre l'Apache è finito fuori rosa per essersi rifiutato di scendere in campo contro il Bayern Monaco, mandando su tutte le furie Mancini, che ai cronisti dirà for me Carlos is not a player of Manchester City, for me it's finish, he can't play in un inglese tutto suo.
Il Milan, dopo l'infortunio di Cassano ha fiutato l'affare, e, come ha dichiarato Galliani, farà il possibile e l'impossibile per prendere Tevez. Il piano dei dirigenti del Milan, consisterebbe nel vendere Pato al PSG, e acquistare l'argentino. Sinceramente, ho visto piani migliori.
Il Papero è in rotta con Allegri, e a Parigi ritroverebbe Ancelotti, l'allenatore che lo portò in Italia e lo fece esordire contro il Napoli. Il Milan ricaverebbe dalla cessione circa 30 milioni di euro, che investirebbe per prendere Tevez, un giocatore che dovunque sia andato ha creato problemi (chiedere a Manchester United per ulteriori informazioni).
Pato deve compiere 23 anni a Settembre, Tevez ne farà 28 a febbraio. Anagraficamente non conviene.
Pato non ha mai creato problemi, andava in panchina senza batter ciglio, non ha mai creato polemiche, mai un insulto, mai un'intervista sopra le righe, mai un problema. Tevez riesce a stento a scendere dall'aereo senza rompere i coglioni. Prima di andare via da una squadra riesce a lasciare un pessimo ricordo di sé. Sotto il profilo del comportamento, non conviene.
Pato è un attaccante. Tevez è un attaccante. Numericamente non cambia un cazzo.
Pato è veloce, agile, può risolvere da solo una partita e inventarsi gol dal nulla. Tevez è esplosivo e dinamico, può risolvere da solo una partita e inventarsi gol dal nulla. Tecnicamente, non cambia un cazzo
Pato è un bel ragazzo, simpatico educato e si monta la figlia del boss. Tevez è brutto come la miseria più nera, è assieme a Ribery il giocatore più antiestetico del panorama internazionale. Sotto il profilo dell'immagine, è un azzardo dare a quell'abominio la maglia del Milan
Pato guadagna 2,5 milioni di euro. Tevez al City ne prende 8. Anche se si riducesse lo stipendio della metà, economicamente non conviene.
Pato vorrebbe andare via, vorrebbe andare al PSG e vorrebbe ritrovare Ancelotti. Tevez vuole assolutissimamente il Milan, vuole giocare con Ibrahimovic e vuole giocare a San Siro. Sotto il profilo delle motivazioni conviene.
Pato ha una media di due infortuni muscolari all'anno. Tevez raramente si rompe, quasi mai per tanto tempo. Fisicamente conviene
E' sufficiente?
Per l'argentino si è scatenato un derby di mercato tra Milan e Inter senza esclusione di colpi.
I rossoneri non convincono il City, ma sono forti della volontà del giocatore di trasferirsi al Milan, mentre i nerazzurri convincono il City, ma Tevez vuole andare dall'altra parte. Il giocatore era già stato accostato all'Inter l'estate scorsa, quando il City comprava attaccanti come se fossero patatine e Moratti era a caccia del sostituto di Eto'o.
A novembre l'Apache è finito fuori rosa per essersi rifiutato di scendere in campo contro il Bayern Monaco, mandando su tutte le furie Mancini, che ai cronisti dirà for me Carlos is not a player of Manchester City, for me it's finish, he can't play in un inglese tutto suo.
Il Milan, dopo l'infortunio di Cassano ha fiutato l'affare, e, come ha dichiarato Galliani, farà il possibile e l'impossibile per prendere Tevez. Il piano dei dirigenti del Milan, consisterebbe nel vendere Pato al PSG, e acquistare l'argentino. Sinceramente, ho visto piani migliori.
Il Papero è in rotta con Allegri, e a Parigi ritroverebbe Ancelotti, l'allenatore che lo portò in Italia e lo fece esordire contro il Napoli. Il Milan ricaverebbe dalla cessione circa 30 milioni di euro, che investirebbe per prendere Tevez, un giocatore che dovunque sia andato ha creato problemi (chiedere a Manchester United per ulteriori informazioni).
Pato deve compiere 23 anni a Settembre, Tevez ne farà 28 a febbraio. Anagraficamente non conviene.
Pato non ha mai creato problemi, andava in panchina senza batter ciglio, non ha mai creato polemiche, mai un insulto, mai un'intervista sopra le righe, mai un problema. Tevez riesce a stento a scendere dall'aereo senza rompere i coglioni. Prima di andare via da una squadra riesce a lasciare un pessimo ricordo di sé. Sotto il profilo del comportamento, non conviene.
Pato è un attaccante. Tevez è un attaccante. Numericamente non cambia un cazzo.
Pato è veloce, agile, può risolvere da solo una partita e inventarsi gol dal nulla. Tevez è esplosivo e dinamico, può risolvere da solo una partita e inventarsi gol dal nulla. Tecnicamente, non cambia un cazzo
Pato è un bel ragazzo, simpatico educato e si monta la figlia del boss. Tevez è brutto come la miseria più nera, è assieme a Ribery il giocatore più antiestetico del panorama internazionale. Sotto il profilo dell'immagine, è un azzardo dare a quell'abominio la maglia del Milan
Pato guadagna 2,5 milioni di euro. Tevez al City ne prende 8. Anche se si riducesse lo stipendio della metà, economicamente non conviene.
Pato vorrebbe andare via, vorrebbe andare al PSG e vorrebbe ritrovare Ancelotti. Tevez vuole assolutissimamente il Milan, vuole giocare con Ibrahimovic e vuole giocare a San Siro. Sotto il profilo delle motivazioni conviene.
Pato ha una media di due infortuni muscolari all'anno. Tevez raramente si rompe, quasi mai per tanto tempo. Fisicamente conviene
E' sufficiente?
giovedì 29 settembre 2011
Rincorsa alla Germania
Circa due settimane fa si è discusso della possibilità che Portogallo e Francia ci raggiungessero nel ranking Fifa, e della possibiltà di diventare il sesto campionato in Europa. I toni catastrofisti erano dettati dalla magra figura che le cinque squadre italiane avevano fatto nelle competizioni continentali, con una sconfitta, tre pareggi e una sola vittoria.
A distanza di circa quindici giorni i toni sono completamente diversi. Tutti i giornali e telegiornali sportivi parlavano del successo in Champions League di Inter, Napoli e Milan. Le tre squadre impegnate nella massima rassegna del vecchio continente hanno colto altrettante vittorie. La prima a scendere in campo in quel di Mosca è stata la Benamata, che ha battuto, non senza patemi e difficoltà, il CSKA.
La vittoria di maggior prestigio, e più importante arriva dal San Paolo, dove i Partenopei, nel giro di due minuti, affondano il sottomarino giallo del Villareal, e colgono il primo successo in Europa dopo 21 anni di lontananza dal palcoscenico più importante
Il Milan, in casa e contro un avversario tre o quattro spanne inferiore, fa semplicemente il proprio dovere di squadra più titolata al mondo, vincendo grazie al ritrovato Ibrahimovic, che segna e inventa.
E' da queste basi, da queste vittorie, da questo spirito, che deve partire la rincorsa alla Germania per il ranking FIFA.
A distanza di circa quindici giorni i toni sono completamente diversi. Tutti i giornali e telegiornali sportivi parlavano del successo in Champions League di Inter, Napoli e Milan. Le tre squadre impegnate nella massima rassegna del vecchio continente hanno colto altrettante vittorie. La prima a scendere in campo in quel di Mosca è stata la Benamata, che ha battuto, non senza patemi e difficoltà, il CSKA.
La vittoria di maggior prestigio, e più importante arriva dal San Paolo, dove i Partenopei, nel giro di due minuti, affondano il sottomarino giallo del Villareal, e colgono il primo successo in Europa dopo 21 anni di lontananza dal palcoscenico più importante
Il Milan, in casa e contro un avversario tre o quattro spanne inferiore, fa semplicemente il proprio dovere di squadra più titolata al mondo, vincendo grazie al ritrovato Ibrahimovic, che segna e inventa.
E' da queste basi, da queste vittorie, da questo spirito, che deve partire la rincorsa alla Germania per il ranking FIFA.
mercoledì 14 settembre 2011
Va bene anche così
A qualunque allenatore la cui squadra affronterà a breve il Barcellona viene fatta sempre la stessa domanda: "Come si fermano questi fenomeni?". E tutti gli allenatori dicono la propria, chi ne fa una questione religiosa, chi tattica, chi tecnica. Il problema è che, a oggi, nessuno ha ancora capito come si fermano gli azulgrana. Pensava di averlo capito Mourinho, quando allenava l'Inter e sconfisse i catalani nella semifinale di andata della Champions League 2009/2010. Si scoprì, poi, che gli era semplicemente andata di culo, visto che l'anno dopo ne prese 5 al Camp Nou sulla panchina del Real Madrid.
Il Milan, ieri, ha affrontato il Barcellona iniziando la partita come forse neanche nelle più rosee aspettative: dopo 20 secondi Pato prende la palla, si beve mezza difesa semplicemente correndo e firma l'1 a 0. Evviva, finalmente trovato l'antidoto anti-Barça! Basta segnare subito e poi amministrare! Manco per il cazzo, invece. Il Barcellona prende gol dopo 27 secondi, ma gioca come se non fosse successo. 92 minuti di possesso palla quasi ininterrotto, di fitte trame di passaggi, di giocatori che si muovono senza palla andando a occupare sempre il posto giusto. E in questi 92 minuti, due gol, di Pedro e Villa, per rimediare all'iniziale svantaggio, un palo, di Messi, tante azioni e la costante sensazione che la partita stesse andando esattamente dove volevano loro. Il Milan, come ha dichiarato Nesta, fa la fase difensiva a rinculo, indietreggiando quasi fino alla porta a ogni attacco del Barcellona. Una partita statisticamente senza storia, e anche il risultato premia i ragazzi di Guardiola.
Poi il Milan capisce che basta un gol per passare da eroi. Fa un'azione manovrata una in 92 minuti e guadagna il calcio d'angolo. Batte Seedorf, stacca Thiago Silva e insacca. 2 a 2. Non c'è più tempo per altre tambureggianti azioni blaugrana. Finisce 2 a 2, con il 70% del possesso palla a favore dei catalani, e con due tiri nello specchio della porta per il Milan. Come si ferma il Barcellona? Culo, ci vuole culo, ma va bene anche così
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