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martedì 11 dicembre 2012

Una squadra che sanno tutti quanti cosa fare

Conte è tornato dalla squalifica. Avrei voluto scrivere un post che mi avrebbe fatto odiare dalla maggior parte degli Juventini miei fan (Ciao Lu). Avrei scritto di quanto inappropriati fossero i toni festanti usati, di quanto stupida sia stata la scelta della Conte Cam, di quanto banali e ridicoli fossero stati alcuni giochi di parole, da Conte alla rovescia a Con te - Conte. Avrei anche detto che non importa se sia stata un ingiustizia, una persecuzione, una squalifica contro ogni logica o buon senso, il modo in cui è stato trattato domenica resta una schifezza tutta italiana. Avrei voluto.

Avrei anche usato il sarcasmo, l'ironia e altre figure retoriche. E mi piace pensare che, con impegno assoluto e dedizione, avrei scritto qualcosa di veramente bello. Poi ho letto quello che ha scritto Andrea Scanzi sul FattoQuotidiano e ho capito che, per quanto bello potesse essere il mio pezzo, per quanto appassionante, articolato, caustico e irriverente potessi farlo, non avrei mai partorito un pezzo del genere. Quindi, un po' per pigrizia un po' profonda ammirazione, ho deciso di riportare il suo pezzo.


Orsù facciam festa, l’Eroe è tornato. Uscito – alfine – vincente da errori giudiziari, storture mediatiche e vili macchine del fango. Rai, Mediaset, Sky: tutti entusiasti. Antonio Conte, domenica, ha sparso il Verbo ai fedeli accorsi. “Questa esperienza mi ha fortificato”; “Ho provato dolore”; “Vado avanti a testa alta, non mi devo nascondere da nessuno”. Il lessico del martire consumato, del Silvio Pellico che avrebbe voluto scrivere Le mie prigioni, ma in mancanza di eloquio consono (“Questa è una squadra che sanno tutti quanti cosa fare”) si è accontentato di regalare una conferenza stampa tragicomica a Youtube.
Era stato assente quattro mesi, crivellato dalla più bieca strumentazione giustizialista. I media, commossi, lo hanno abbracciato. Con deferenza, con commozione. Per lui si sono mobilitati i migliori prestigiatori di parole (“Alla Juve i sorrisi continueranno, anzi conte-nueranno”, SkyTg24). A lui sono state regalate soggettive emozionanti, con la Conte Cam che ne restituiva gesti e mimica, indugiando sul cappellino che – con affettuosa misericordia – nascondeva la vaga irresolutezza tricologica del Prescelto. “La telecamera che gli hanno incollato addosso (..) ci ha dato un verdetto assolutamente confortante: Antonio Conte è lo stesso di qualche mese fa”, rassicurava ieri Repubblica. Meno male: se questi mesi di Golgota e flagelli lo avessero anche solo minimamente scalfito, non ce lo saremmo perdonati . Invece, durante il triste confino, Conte ha perfino cementato l’autoironia, su cui fino a ieri – a giudicare dalle querele o dalle reazioni quando si osa zimbellarne il dorato crine – pareva difettare: “Crozza mi dovrebbe pagare una cena, la sua popolarità è cresciuta. La cosa che mi fa arrabbiare di più è sentire mia moglie che imita Crozza che fa me”. E tutti a scompisciarsi. 
Se un alieno si fosse disgraziatamente (per l’alieno) imbattuto nella tivù italiana di domenica pomeriggio, avrebbe immaginato che Antonio Conte fosse appena scampato a un attentato; che avesse attraversato a piedi il deserto del Gobi; che fosse stato rilasciato dopo un lungo sequestro, o anche solo un sequestrino à la Spinaus. Da qui gli osanna trasversali. Nella realtà, che agli alieni interessa (agli umani non sempre), Conte era stato assente – dalle panchine di calcio, non dal mondo libero – perché condannato a 10 mesi (poi scontati a 4) per omessa denuncia. E sempre Conte rischia un nuovo deferimento per Salernitana-Bari del maggio 2009, quando – secondo gli inquirenti – lo spogliatoio dei pugliesi (allenati da Conte) vendette quasi all’unanimità la partita. Ovviamente tutto accadeva senza che lui sospettasse nulla, contrariamente alla nomea di tecnico vincente cui nulla sfugge. Si potrebbe riscontrare, in tali celebrazioni garantiste, qualcosa di eticamente discutibile. Sarebbe un errore. Un eccesso di ingenuo stupore.
Conte merita eccome tali attenzioni, e non solo per la nota deriva dei “giudici tifosi”. Egli è la quintessenza del condannato (di lusso; quelli sconosciuti non hanno claque eguali) che piace ai media. L’emblema di colui che, se anche sbaglia (ed è tutto da dimostrare), lo fa a sua insaputa (e meglio di Scajola). Conte è il complottista che resiste, il caso giudiziario che merita solidarietà a prescindere (anche da Giancarlo Abete, sublime Presidente Figc). Conte non è un’anomalia italiana, realtà iperuranica che crede ancora nel ritorno eterno di Berlusconi: ne è conferma didascalica. Se qualsiasi organismo tende a combattere il virus inoculato, in Italia si opera affinché esso viva e possibilmente proliferi. Ancor più in un microcosmo come quello calcistico, dove non esistono colpevoli, al massimo mele marce residuali e odiosi delatori (tipo Carlo Petrini, lui sì isolato fino alla morte). Lodi imperiture, dunque, ad Antonio Conte, vittima indomita di una congiura “agghiacciante”. L’Eroe è tornato, ferito ma vivo, dal fronte. Lo si incensi come merita. Possibilmente anche di più.
Se siete accaniti fan del layout del FattoQuotidiano fatevi curare, ma potrete comunque leggere l'articolo qui.

lunedì 21 maggio 2012

Ripartenze

Non so secondo voi, ma per me l'Inter più bella è quella del periodo 1990-2006, unica eccezione: anno 1998. Siccome sono troppo piccolo per ricordare bene gli anni '90, diciamo che l'Inter più bella, secondo me, è quella che va dal 2000 al 2006.

Premessa: non parlo, e penso non lo farò mai, dello scandalo Calciopoli. Questo è un blog in cui parlo di calcio, e quello ha poco a che vedere con il calcio.
Sì, ma hai parlato di calcioscommesse, e anche quello non è che c'entrasse molto col calcio giocato. Non è che non ne parli perché avete toccato il punto più basso della vostra storia, sia a livello d'immagine, sia a livello sportivo, e non sai cosa inventarti?

No. E' che il blog è mio e scrivo il cazzo che mi piace. Fine premessa.

In quei 6 anni abbiamo assistito all'Inter più divertente della storia, e le risate solitamente iniziavano già a luglio. La campagna acquisti dell'Inter era una cosa bellissima. La domanda che si facevano gli uomini di mercato, prima di acquistare un giocatore, non era "è funzionale?" o "ci serve?" bensì "è forte?" Se la risposta era sì, mah, boh, vorrei tanto scoprirlo, in teoria no ma poi chissà, o affini, si acquistava il giocatore. E' grazie a loro se nel BelPaese sono arrivati giocatori di livello assoluto come Ronaldo, Adriano e Seedorf, ma anche pippe non da poco come Van Der Meyde, Georgatos e molti altri. Non esisteva il fairplay finanziario, né la crisi globale, quindi Moratti spendeva i miliardi ogni anno. L'Inter per anni è stata una società che schierava 11 giocatori e li faceva vagare per il campo.
Era una conseguenza quasi logica non vincere mai: la squadra era sì forte, ma era diversa ogni anno, e in Italia non basta essere forte per vincere (vedi Milan quest'anno).
Le cose non migliorarono granché dopo Calciopoli, solo che quando giochi in un campionato in cui la terza forza è il Chievo, basta averne 14 in rosa che sappiano palleggiare per vincere lo scudetto.

Tutto, o quasi, cambiò con l'arrivo di Mourinho, un allenatore all'inglese, abituato a decidere anche che mutande dovesse indossare il terzo portiere. Decise tutto appena arrivato, compresa la campagna acquisti. Il primo anno fu quasi al buio, senza conoscere il campionato e il gioco in Italia. Arrivarono  Quaresma e Mancini, poi lo special one capì che era meglio giocare in 9 e dopo un mese non videro più il campo. Però piano piano stava costruendo una squadra, che è ben diverso dal mettere 11 pellegrini in campo. Infatti nel giro di due anni vinse tutto quello che poteva vincere. Poi se ne andò, e l'Inter non vinse nulla a parte una Coppa Italia. Mondiale per Club contro un'africana e un'asiatica non è attendibile, è attendibile pensare di averla disputata, ma anche per quello si ringrazia Mou.

Da quando il portoghese se n'è andato, l'Inter si è scoperta ignorante sul mercato. Ci si aggrappava a giocatori fatti arrivare da Mourinho, ma che non rendevano più come prima e quindi completamente diversi. Sono arrivati Forlan e Zarate, e il grande colpo l'hanno fatto Atletico Madrid e Lazio vendendoli (una ha vinto l'Europa League, l'altra è arrivata sopra l'Inter in campionato). Si stanno rifacendo gli stessi errori fatti prima del 2006, che poi sono gli stessi fatti dalla Juve nelle ultime 2 stagioni, in cui sono arrivati due settimi posti. Come è arrivata l'Inter quest'anno? Sesta? Beh, è già una base più solida su cui ripartire, basta non ripartire da Branca.

martedì 15 maggio 2012

Bitch, please

Premessa: quello che segue è un post sulla Juventus, sullo scudetto, fatto da un tifoso della Juventus. Verranno escluse le polemiche sul numero di stelle, e sul numero di scudetti. Verranno escluse di proposito, perché penso siano polemiche inutili e sterili. Ognuno ha la propria opinione, e parte dal presupposto che quella dell'altro sia sbagliata. Di conseguenza è superfluo perderci tempo. Proverò inoltre a trattare l'argomento con la massima obbiettività, senza scendere al livello del tifoso italiano generico X.

Un paio di giorni fa scrissi uno stato su Facebook, nel quale mi chiedevo se qualcuno pensasse realmente che lo Scudetto della Juve fosse immeritato o rubato.
Lo chiesi perché vidi molte foto, molti stati, molti link, che facevano supporre questo. Probabilmente il fatto che io abiti a Cagliari, e abbia molti amici di Cagliari, ha influito pesantemente. La Juve ha infatti vinto il suo scudetto battendo la squadra della mia città, grazie a un gol in fuorigioco e a un'autorete. In quella partita il Cagliari decise di non giocare, si presentò in giacca e cravatta, col regalo impacchettato, alla festa degli avversari. Offrì la birra, pagò i danni causati dalla festa stessa, e si divertì tantissimo. Ma i suoi tifosi, i quali sono evidentemente antiJuventini...

Premessa volume 2: Nella sua storia la Juve ha vinto tanto. In genere chi vince tanto diventa anche abbastanza odioso. E quando si vince in modo poco chiaro, o aiutato da decisioni arbitrali discutibili, eufemisticamente discutibili, sei ancora più odioso. Di conseguenza chi non è juventino, difficilmente simpatizza, e difficilmente vede la Juve con indifferenza. I bianconeri o si amano o si odiano. Non ci sono altre storie, altre vie, altre strade.

...,non erano granché d'accordo con l'idea dei giocatori. Sono andati fino a Trieste, augurandosi solo che la Juve perdesse lo scudetto. L'importante per loro era che non lo vincesse né la Juventus, né il Napoli (con tutto il rispetto per Napoli, Napoli merda).
Il fuorigioco di 8 mm di Vucinic diventò di 8 metri, e fu, per loro, il segno che la Juve non ha mai smesso di rubare, neanche dopo Calciopoli.

Ora, 38 giornate, 0 sconfitte è un modo abbastanza eccessivo per rubare. Miglior difesa del campionato, e d'Europa, forse la scusa del rubare non regge granché.
Quando analizzate un campionato, o una squadra, non fermatevi al nome, provate a guardare 38 partite, vedere cosa tutto è successo, quanti punti sono stati raccolti, quanti momenti di flessioni ci sono stati, poi fate l'analisi. La Juve che ruba sempre e comunque non regge, inventatevi qualcos'altro, please.

Per la cronaca, allo stato su Facebook hanno risposto in due. Un interista, che ha sostanzialmente detto: "Si, è meritato. Però avete rubato tanti scudetti", e mio fratello, il quale cita la frase di un suo amico. Ecco, quella frase è la sintesi perfetta di ciò che dovrebbe dire un antiJuventino a proposito dello scudetto di quest'anno:

No, vabbè, è meritato. Cioè, la Juventus è una merda, i tifosi sono degli stronzi e davvero penso che dovreste morire tutti bruciati vivi, però ok, è meritato. 

lunedì 7 maggio 2012

Banalità

La Juventus è campione d'Italia, e io l'avevo detto.
C'è ancora una gara da giocare, contro l'Atalanta, già salva. Partita inutile, sarà la passerella di un giocatore che merita tutt'altro trattamento rispetto a quello dedicatogli, l'immenso Alex Del Piero.
Sarà la partita della sfilata dei campioni d'Italia di fronte al proprio pubblico, di fronte al proprio stadio.
Sarà soprattutto la partita delle banalità.
Già me la immagino la conferenza stampa di Conte:
Ci teniamo a far bene, a finire il campionato da imbattuti, e a vincere davanti ai nostri spettatori, che sono stati fantastici. Ci teniamo a dare un'altra soddisfazione alla dirigenza, e a tutti. Vogliamo vincere.


Formazione della Juventus contro l'Atalanta:
Storari, Grosso, Grygera, Paolo il magazziniere, Marrone, Conte, il fratello di Conte, Padoin, Elia, Krasic, Del Piero.
Ma loro ci tengono.


La Juve è campione d'Italia, e io sto godendo come un riccio.

lunedì 30 gennaio 2012

Obbiettività

Vorrei dire una cosa, attraverso questo blog che sta riscuotendo un successo sconfinato, ai tifosi di Milan, Inter, Juventus: siete patetici.
Non sono tutti patetici, sia chiaro, ma la stragrande maggioranza dei tifosi che popola Facebook lo è.
Siete patetici quando prendete le foto di Milito e Boateng e ci mettete i fumetti manco foste i novelli Walt Disney. Ci scrivete cose tipo: sono io il principe di Milano, e a seconda della fede calcistica di chi pubblica la foto, cambia il giocatore che avrebbe detto questa frase.
Siete patetici quando quella stessa foto, brutta, inutile, triste e priva di senso, la pubblicate, invece di lasciarla al completo anonimato che merita, mettendo commenti ancora più tristi della foto: epic win ed epic fail, le risate sguaiate come se aveste smerdato una volta per tutte i cugini, il senso di onnipotenza come se foste in possesso della verità assoluta.
Siete patetici quando vi infuriate e date del ladro a destra e a sinistra quando c'è un errore arbitrale a favore di una squadra che non è quella che tifate voi, salvo poi inventarvi nuove regole e parlare di lavoro difficile dei guardalinee o di arbitro coperto quando l'errore arbitrale è a favore della squadra che tifate. Siete anche capaci di dire che sì, il rigore che hanno appena dato a favore alla squadra a cui tenete magari è completamente inesistente, però nella stagione '78/'79 non hanno dato un rigore che c'era perciò è giusto così.
Siete patetici quando sostenete, credendoci, che il vostro è l'unico capitano onesto e leale. E' l'unica e ultima bandiera del calcio.
Siete patetici quando la vostra squadra, che magari è quinta o sesta in campionato, fa due vittoria di fila e voi siete subito pronti a dire che senza gli errori arbitrali ora sareste primi con 179 punti di vantaggio.
Siete patetici in quanto convinti di tifare l'unica squadra pulita in Italia, la squadra più forte del mondo e l'unica squadra che realmente valga la pena tifare, considerando tutte le altre, squadre di merda tifate da persone stupide o che di calcio non ci capiscono nulla, perchè se ci capissero qualcosa tiferebbero la vostra stessa squadra.
Insomma, siete patetici quando parlate di calcio. E non potete farne a meno. Non riuscite proprio a iniziare una conversazione senza risultare patetici nel giro di tre minuti.
E leggendo questo post magari penserete: è proprio vero. Quel mio amico è proprio patetico.
Vi prego, continuate così. Sarete anche patetici, ma mi fate tanto ridere.

venerdì 9 settembre 2011

Welcome home

Juventus 1 - 1 Notts  Count.
Per i bianconeri a segno Toni. Da questo particolare si può facilmente intuire che si parla di amichevole.
Non "un'" amichevole, ma L'amichevole. Quella che ha inaugurato il Juventus Stadium (nome ancora provvisorio) (per fortuna), il nuovo stadio della società torinese. Il primo stadio di proprietà in Italia è nato nel 2011. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.L'impianto potrà ospitare 41000 tifosi (pochini se si considera che San Siro ne ospita 80000 circa, moltissimi se si considera che il tutto esaurito lo si registra 4 volte all'anno), avrà bar, ristoranti, musei, un ipermercato, un nido. Insomma: tanta roba.
L'ultima fila disterà dal campo circa 40 metri, la prima 7.5. Lo stadio sorge sulle ceneri del vecchio "Delle Alpi", impianto glorioso e che evoca ricordi bellissimi a tutti gli Juventini, ma anagraficamente vecchio e strutturalmente obsoleto. Italiano, insomma. I dirigenti della Juventus hanno dichiarato che si avrà un aumento della voce "ricavi dallo stadio" del 20% circa, e un aumento di fatturato del 13%. Tanti soldi in più, speriamo li usino per acquistare giocatori che formino una squadra vera dentro questo super-stadio. E, per l'amor del cielo, tenete lontano dallo stadio Toni