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martedì 3 luglio 2012
La finale di Thiago Motta
AHIAAAA, AHI FA MALISSIMO! AHIA.
lunedì 2 luglio 2012
Brandelli d'Italia
Considerazioni di uno stronzo qualunque, su un Europeo qualunque:
Prandelli è un ottimo allenatore, e lo vorrei fino ai Mondiali. Perché fa giocare chi cazzo vuole lui, quando vuole lui, e per i minuti che vuole lui. Magari non ha fatto le scelte migliori, ma se avesse saputo che sarebbero state scelte di merda non le avrebbe fatte. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Ed è tanta roba.
La Spagna è una tra le squadre più forti della storia. Direi la più forte, ma che cazzo ne voglio sapere. Ho 22 anni e ne ho visto troppo poche. E' completa, con la difesa migliore, il centrocampo più forte, e un attacco finto, senza una punta vera, nel quale mancava Villa per infortunio, e vedeva il peggior Torres della storia, che ne fa quattro in finale con la stessa disinvoltura con la quale io mi allaccio le scarpe.
L'Italia esce a testa bassa. Pochi cazzi. Vero, è arrivata in finale e non se l'aspettava nessuno, facendo un ottimo Europeo. Vero, ha battuto squadre come Inghilterra e Germania. Vero, giocare in dieci contro la Spagna non è una passeggiata di salute. Vero tutto, ma ha subito la sconfitta più pesante in termini di differenza reti nella storia delle finali di un Europeo. Anche contando i Mondiali nessuno ha fatto peggio. Ecco, la testa alta dov'è?
lunedì 25 giugno 2012
Non siamo la Grecia
Avete presente i tifosi greci, in Grecia, che festeggiavano il raggiungimento dei quarti di finale dell'Europeo? Quelli felicissimi che non ci credevano e invece poi è successo? Quelli in giro per le strade suonando il clacson perché la gioia è incontenibile? Ecco, li capisco.
La Grecia era la squadra più scarsa presente ai quarti, forse la più scarsa in assoluto agli Europei. Senza gioco, senza giocatori, senza nulla. Andare ai quarti, per la Grecia, è un risultato che va al di là di ogni può rosea previsione.
La Grecia era la squadra più scarsa presente ai quarti, forse la più scarsa in assoluto agli Europei. Senza gioco, senza giocatori, senza nulla. Andare ai quarti, per la Grecia, è un risultato che va al di là di ogni può rosea previsione.
Avete presente i tifosi italiani, in Italia, che festeggiano il raggiungimento della semifinale dell'Europeo? Quelli felicissimi che hanno sofferto 120 minuti, che hanno sofferto ai rigori, ma poi sono esplosi dopo il penalty di Diamanti? Quelli in giro per le strade suonando il clacson perché la gioia è incontenibile? Sei uno di quelli? Che cazzo festeggi?
No, seriamente. Grande partita dell'Italia contro l'Inghilterra. Meritava di vincere 3 a 0. Hanno dominato 119 minuti, lasciando agli inglesi 5 tiri in porta, rigori compresi. Una prestazione che fa ben sperare per il futuro eccetera eccetera. Ma erano i quarti di finale. L'Italia è una squadra che ha vinto 4 mondiali, ma ha vinto un solo Europeo, tra l'altro quasi 50 anni fa. Una semifinale non può essere traguardo da festeggiare, neanche se è arrivato con una prestazione così bella.
L'Italia meritava di vincere 3-0, ma non ne ha fatto neanche uno. Non una grande mossa, visto che ai rigori non premiano sempre chi merita.
L'Italia ha vinto una sola partita su 4, contro l'Irlanda, non proprio il Brasile. Poi tre pareggi, giocando quasi sempre meglio, ma senza mai riuscire a fare un gol uno più di loro.
L'Italia ha fatto un solo gol su azione, poi rigori, punizioni, angoli. Non proprio una gran cosa.
L'Italia affronterà la squadra, a mio avviso, più forte, quella più in forma, la favorita: la Germania.
Se si vince contro i crucchi si va in finale. Non si vincerebbe un cazzo neanche se si vincesse contro i tedeschi. Quindi, per favore, risparmiate i caroselli per il primo luglio, che non siamo mica la Grecia.
lunedì 18 giugno 2012
State a casa
Si stanno giocando gli Europei. Lo sapevate vero? Già, lo sanno tutti.
La cosa bella degli Europei e dei Mondiali è che riuniscono le famiglie, fanno appassionare tutti, anche coloro i quali non seguono il calcio. A differenza di Champions League, o anche Confederations Cup, tutti sanno quando ci sono Europei e Mondiali, e tutti guardano e tifano l'Italia.
La cosa brutta degli Europei e dei Mondiali è che riuniscono le famiglie, fanno appassionare tutti, anche coloro i quali non seguono il calcio. Tutti tifano l'Italia, e la spronano.
E' un mio limite grosso, ma io i discorsi tra chi segue il calcio una volta ogni due anni proprio non riesco ad ascoltarli. Mi innervosisco, e sono sempre lì lì per chiedere, senza garbo ed educazione, se possono chiudere quella cazzo di bocca. Ma non lo faccio, perché ne seguirebbe un'animata e vivace lite, che potrei anche fronteggiare in situazioni normale, ma cazzo, gioca l'Italia.
Questa gente sa due cose sulla partita che stanno per guardare:
- La palla non si può toccare con le mani.
- Quelli che devono tifare hanno la maglia blu, a volte bianca, ma spesso blu.
Ecco, io non posso sopportare persone che, pur non capendo un cazzo di calcio, gridano "passala a quello blu", "rigore arbitro è mano", "è fallo, gli ha fatto male", "non era fuorigioco/era fuorigioco" pur ignorando totalmente la regola del fuorigioco.
Uso questo blog per lanciare un appello: persone che seguite il calcio una volta ogni due anni, che passate 23 mesi a maledire uno stupido gioco con 22 persone in campo che corrono appresso alla palla, guardatele a casa le partite. Non uscite di casa. Tenete la vostra ignoranza, e il relativo fastidio nell'ascoltarvi, tra le vostre mura, con i vostri familiari. Perché io non vi sopporto.
venerdì 25 maggio 2012
L'importanza del contesto
Una persona non è mai troppo vecchia o troppo giovane in generale. Tutto va rapportato al discorso. Un 25enne, ad esempio, è vecchio se si trova in una scuola come alunno, giovane se si trova in banca come dipendente (in realtà anche come cliente ora come ora, ma vabbe').
So di non aver appena scritto una gran perla, anzi. Le tre righe sopra sono abbastanza banali. Quasi tutti quelli che l'hanno letta, già a metà hanno pensato "Grazie al cazzo", ma mi serviva per fare da introduzione.
Io non ho nulla contro i 25enni. Ho un fratello 25enne a cui voglio un gran bene, e forse gliene vorrei meno se fosse 23enne o 27enne. Mi va bene così 25enne. In realtà 25 non li ha ancora compiuti, ma manca poco quindi facciamo finta di sì. Bon, avete capito che non ho nulla contro i 25enni? Bene.
L'Italia è forse l'unico Paese al mondo che reputa giovane un giocatore di 25 anni. Sarà che qui siamo un po' sfasati con l'età, e facciamo tutto un attimo dopo rispetto al resto del mondo, sarà che qui prima di lanciare un giocatore nel calcio che conta pare che facciano come i datori di lavoro, i quali cercano persone "con esperienza", sarà quel che sarà, l'Italia è fatta così.
Si sente tanto parlare di Sebastian Giovinco come giovane attaccante, di Davide Astori come giovane difensore, di Andrea Consigli come giovane portiere In Germania si sente parlare di giovane portiere quando parlano di un certo Ter Stegen, che però ha 20 anni appena compiuti e fa il titolare nel Borussia Monchengladbach (per chi non avesse mai sentito questa squadra: grossa lacuna. E' bellissimo sia da sentire sia da pronunciare). Si parla di giovane attaccante riferendosi a Mario Gotze, 20 anni neanche compiuti, campione di Germania da protagonista con il Borussia Dortmund. Si parla di centrocampisti quando parlano di Muller e Kroos, 44 anni in due equamente divisi e titolarissimi del Bayer Monaco. Tutti e 4 sono stati chiamati da Low per il raduno pre-Europeo.
I 25enni sono nel mezzo della maturità, sono forse al momento più alto della loro carriera nel rapporto esperienza-freschezza atletica. Se fai il calciatore non puoi essere giovane a 25 anni. Se vuoi essere giovane a 25 anni, molla il calcio e diventa direttore generale di una grossa azienda.
So di non aver appena scritto una gran perla, anzi. Le tre righe sopra sono abbastanza banali. Quasi tutti quelli che l'hanno letta, già a metà hanno pensato "Grazie al cazzo", ma mi serviva per fare da introduzione.
Io non ho nulla contro i 25enni. Ho un fratello 25enne a cui voglio un gran bene, e forse gliene vorrei meno se fosse 23enne o 27enne. Mi va bene così 25enne. In realtà 25 non li ha ancora compiuti, ma manca poco quindi facciamo finta di sì. Bon, avete capito che non ho nulla contro i 25enni? Bene.
L'Italia è forse l'unico Paese al mondo che reputa giovane un giocatore di 25 anni. Sarà che qui siamo un po' sfasati con l'età, e facciamo tutto un attimo dopo rispetto al resto del mondo, sarà che qui prima di lanciare un giocatore nel calcio che conta pare che facciano come i datori di lavoro, i quali cercano persone "con esperienza", sarà quel che sarà, l'Italia è fatta così.
Si sente tanto parlare di Sebastian Giovinco come giovane attaccante, di Davide Astori come giovane difensore, di Andrea Consigli come giovane portiere In Germania si sente parlare di giovane portiere quando parlano di un certo Ter Stegen, che però ha 20 anni appena compiuti e fa il titolare nel Borussia Monchengladbach (per chi non avesse mai sentito questa squadra: grossa lacuna. E' bellissimo sia da sentire sia da pronunciare). Si parla di giovane attaccante riferendosi a Mario Gotze, 20 anni neanche compiuti, campione di Germania da protagonista con il Borussia Dortmund. Si parla di centrocampisti quando parlano di Muller e Kroos, 44 anni in due equamente divisi e titolarissimi del Bayer Monaco. Tutti e 4 sono stati chiamati da Low per il raduno pre-Europeo.
I 25enni sono nel mezzo della maturità, sono forse al momento più alto della loro carriera nel rapporto esperienza-freschezza atletica. Se fai il calciatore non puoi essere giovane a 25 anni. Se vuoi essere giovane a 25 anni, molla il calcio e diventa direttore generale di una grossa azienda.
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