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mercoledì 30 novembre 2011

30 ore su 24

Quante volte non siete riusciti a conciliare i vostri impegni e i vostri interessi per mancanza di tempo? Quante volte avete dovuto sacrificare ore di sonno per riuscire a fare tutto quello che avevate in mente di fare? E' un problema quasi da tutti, ma non da Adrian Mutu.
Il giocatore ora al Cesena, eletto per quattro volte giocatore romeno dell'anno, oltre a mettere a nudo la crisi del calcio romeno, visto che quando non vince lui vince Chivu, riesce a conciliare perfettamente i suo impegni professionali, la sua vita privata e gli interessi personali.
Si allena regolarmente con la squadra, si ubriaca come una spugna, partecipa a risse di quartiere, risse regionali, e sovente partecipa ai campionati romeni di rissa, che puntualmente vince.
Una volta riacquistata la sobrietà, trova il tempo di farsi citare dal Chelsea e diventare debitore di 17 milioni di euro, da versare a una delle società che peggio ha investito negli ultimi 10 anni. da quando l'Inter si è ritirata dalla competizione. Basti pensare ai faraonici acquisti di Shevchenko e Fernando Torres, due che hanno più lettere nel cognome che gol con la maglia dei Blues.
Ma Adrian ha ancora parecchie ore libere quindi quando torna a casa picchia forte forte la moglie,  dorme quelle 10 ore per far passare il mattone, si cura quel porro che è arrivato secondo al premio "il miglior Porro d'Europa", preceduto solo dall'espertissimo e imbattibile Bruno Vespa e gioca al tiro dello pneumatico nella statale con i figli.
Poi la domenica scende in campo, ritrova un amico come Frey, cinque anni insieme nella Fiorentina e ora divisi, e non trova di meglio da fare che tirare un rigore facendo un cucchiaio, che dopo il tunnuel di rabona con successivo "Olè" gridato come in una pubblicità Nike, è la peggior presa per il culo esista nel calcio. Poi però lo abbraccia, scene da Libro Cuore.
Il nostro Adrian però, non ha ancora finito la giornata. Mentre gli altri stanno vivendo un nuovo giorno lui ha tempo di tornare a casa, rianimare la moglie, curarla e medicarla, studiare un po' per prendersi la seconda laurea in Scienze dello Sport dopo quella in Giurisprudenza e guardarsi Porta a Porta per carpire i segreti del presentatore e provare a vincere, l'anno successivo, il premio "il miglior Porro d'Europa".

Altro che Disney

Vi voglio raccontare la bella favola di Leonardo Bonucci.
Leo è un ragazzone di un metro e novanta centimetri, che pesa 82 kg e ha 24 anni. Ma Leo è un ragazzo fortunato, molto fortunato.
Sarebbe di per sé una gran fortuna giocare a calcio in uno dei club più titolati del mondo e rappresentare la propria Nazionale, ma Leo è ancora più fortunato perché, a differenza di tanti suoi colleghi, il calciatore proprio non lo sa fare.
Sarebbe un difensore centrale, ma ha la reattività di una balena spiaggiata, il senso della posizione di uno con la labirintite e il tempismo di uno che non ha tempismo (non mi venivano i paragoni, sono le due e mezza in fondo).
Ma Leo non si ferma qui, perché il ragazzo è tanto tanto ambizioso, lui vuole fare anche il regista, quel particolare ruolo riservato a chi ha piedi buoni e che riesce sempre a fare il lancio millimetrico.
Così il ragazzo appena ha la palla dà una rapida occhiata al compagno che si sta smarcando, un calcolo della forza, dell'effetto e della direzione da imprimere al pallone e via, fiondata di 40, 50 o 60 metri che finisce sempre in fallo laterale.
Ci sono tante persone che hanno reso Leo un fortunatissimo ragazzo. Il primo è Giuseppe Marotta, dirigente della squadra in cui gioca. Il lungimirante Peppe ha acquistato questo talentuosissimo giardiniere alla modica cifra di 15 milioni di euro permettendogli, firmando un co.co.pro. della durata di cinque anni, di guadagnare circa 140 volte quello che guadagnano gli altri giardinieri.
Il secondo gradino del podio se lo dividono equamente Luigi Delneri e Antonio Conte. Totò e Gigi hanno visto questo ragazzone in campo, e invece di fargli fare il proprio lavoro con cesoie e tosaerba l'hanno fatto giocare. Ora, giocare no, ancora quello non sono riusciti a farglielo fare, ma lo schierano sempre in campo, con risultati esilaranti. Uscite a vuoto, anticipi inesistenti, marcatura ai limiti del vago. E ogni volta che gli si fa notare che ha fatto una grande cagata, Leo guarda con quell'espressione cucciolosa, un po' rincoglionita, tipica di chi proprio non ha idea di quello che è il mestiere del calciatore.
E' veramente confortante sapere che ci sono ancora storie come questa. C'è ancora speranza per un netturbino di essere assunto come primario di cardiochirurgia, c'è ancora speranza per una botte di merda alta un metro e venti per centoventi kg di essere la nuova protagonista della collezione primavera-estate di Calvin Klein, e c'è ancora speranza per me di vincere il Pulitzer scrivendo "3401212121 chiamami sono Tatiana, sono bollente bocca culo figa 30 euro" nel bagno della stazione Santa Maria Novella.

lunedì 7 novembre 2011

Just playing in the rain

Polemiche e pioggia hanno accompagnato la giornata di campionato appena trascorsa. Genoa - Inter non si è giocata per i noti disagi che la pioggia ha causato a Genova. Napoli - Juventus non si è giocata per lo stesso motivo, nonostante i disagi che la pioggia ha causato a Napoli sono di gran lunga meno noti. Così questa giornata monca vede Lazio e Udinese in testa alla classifica.
Palermo 3 - 1 Bologna
I felsinei sono l'ennesima squadra a doversi inchinare alla legge del Barbera. I rosanero colgono la quinta vittoria in altrettante sfide casalinghe, maturata grazie ai gol di Zahavi, Silvestre e del ritrovato Ilicic. Gli ospiti non hanno sfigurato, ma hanno trovato uno Tzorvas impenetrabile. La rete della bandiera rossoblù porta la firma di Ramirez quando però ormai è tardi.
Novara 0 - 2 Roma
Sul sintetico del Piola i capitolini tornano alla vittoria dopo le due sconfitte consecutive contro Genoa e Milan. Le reti, tutte nella ripresa, sono di Bojan e Osvaldo. 
Atalanta 1 - 0 Cagliari
E' molto molto difficile strappare più di un punto quando non si segna. Lo sa bene Ficcadenti, allenatore della squadra con l'attacco meno prolifico delle ultime 5 giornate. E quando sfidi una squadra che può schierare German Denis, l'autore del vantaggio orobico, anche strappare quel punticino può essere un impresa. 
Cesena 0 - 1 Lecce
Il debutto di Arrigoni sulla panchina cesenate è tutt'altro che fortunato. I padroni di casa fanno la partita per 90 minuti, gli ospiti si chiudono e provano a ripartire. E su uno di questi contropiedi Cuadrado fa 50 metri di campo palla al piede, entra in area quasi indisturbato, tira in porta. La conclusione viene deviata da un difensore e inganna Antonioli.
Chievo 1 - 0 Fiorentina
Brutta partita dei gigliati, che fanno un significativo passo indietro rispetto alla partita contro il Genoa, e il Chievo, che veniva da tre sconfitte consecutive, ne approfitta. Il gol decisivo arriva grazie a Rigoni, che raccoglie  solissimo nell'area piccola una spizzata di testa. Con il controllo di petto salta Boruc, che proprio in quel momento stava giocando a sacco pieno, sacco vuoto saltando come un imbecille, e deposita nella porta vuota.
Lazio 1 - 0 Parma
Gara ben giocata da entrambe le formazioni, che vive il proprio momento chiave al minuto 2 della ripresa, quando Valiani entra al posto di Giovinco. Da questo momento i ducali, senza il proprio miglior giocatore, si spengono lasciando l'iniziativa ai padroni di casa che, a 5 dalla fine, passano in vantaggio grazie a Sculli, che insacca da 83 millimetri dopo salvataggio sulla linea di Zaccardo.
Milan 4 - 0 Catania
Gli etnei ammazza grandi si scoprono piccoli piccoli di fronte a San Siro e al Milan, che segna due reti per tempo. Nella prima frazione un rigore di Ibrahimovic e il gol di Robinho mettono in discesa la partita. Nella ripresa arriva l'autogol di Lodi e il tap-in di Zambrotta.
Udinese 2 - 1 Siena
I friulani, reduci dal pesantissimo 0 - 4 contro l'Atletico Madrid, si risollevano in campionato, ottenendo vittoria e primato. Sblocca la gara Basta con un tocco sotto in area di rigore. La chiude il solito Di Natale nella ripresa. Al 77esimo Bolzoni la riapre, ma gli ospiti non riescono ad arrivare al pareggio.

Il Podio

  1. Robinho (Milan): Lancio di 50 metri di Ibrahimovic a pescare il numero 70, che controlla sul lato corto dell'area di rigore. Gioco di gambe che manda a scuola Bellusci. Interno destro a depositare la palla sul palo lontano e gol capolavoro
  2. Di Natale (Udinese): Arriva al limite dell'area e finta il tiro, mandando al bar mezza difesa senese e parte della curva Sud del Friuli. Ingresso in area ed esterno destro tranquillo tranquillo a battere un ingolpevole Brkic.
  3. Bolzoni (Siena): Lancio lungo per Calaiò che di testa fa una sponda perfetta per il centrocampista scuola Inter, che arriva in corsa e di esterno destro calcia una sassata all'incrocio dei pali sulla quale neppure Handanovic può nulla. Come primo gol in serie A, veramente tanta roba.


martedì 1 novembre 2011

Crisi nera(zzurra)

10 partite di campionato giocate e 29 reti segnate, ma nessuna ha catalizzato l'attenzione più delle tre segnate a San Siro tra Inter e Juventus. Il derby d'Italia, una delle rivalità più sentite in campionato. L'Inter cerca una vittoria scacciacrisi, la Juventus deve dare continuità alla vittoria contro la Fiorentina e andare a prendere il Milan.  90 minuti tesi, nervosi, spettacolari e avvincenti hanno ributtato la Beneamata  dentro una crisi nerissima. Un punto dalla zona retrocessione, due vittorie, due pareggi e ben cinque sconfitte per i Campioni del Mondo in carica. E Moratti non sa più a cosa aggrapparsi.
Catania 2 - 1 Napoli
Dopo aver battuto l'Inter e aver pareggiato contro Juventus e Lazio, gli Etnei si confermano squadra ostica. Cavani porta avanti i Partenopei dopo circa 30 secondi, ma le reti di Marchese e Bergessio lanciano il Catania al sesto posto in campionato.
Roma 2 - 3 Milan
Partita spettacolare all'Olimpico, ricca di gol ed emozioni. Ibrahimovic porta avanti i suoi, ma Burdisso ristabilisce la parità, prima del nuovo vantaggio rossonero grazie a Nesta. Tre gol, ed è passata solo mezz'ora. Nella ripresa Ibrahimovic segna l'1 - 3. Bojan sfrutta una corta respinta di Abbiati e accorcia le distanze, Ma è troppo tardi per cercare il pareggio
Inter 1 - 2 Juventus
Io non rubo il campionato e in B non sono mai stato. Questo lo striscione con il quale i tifosi interisti hanno accolto la rivale storica. Iniziano benissimo i padroni di casa con due occasioni di Pazzini e Cambiasso. Ma è la Juve a portarsi in vantaggio con un facile tap-in di Vucinic su corta respinta di Castellazzi dopo il tiro di Matri. L'Inter accusa il colpo e balla pericolosamente sui contropiedi. Due volte Matri si presenta a tu per tu con il portiere avversario ma non concretizza. Milanesi che trovano il pari grazie a una sassata di Maicon deviata che si infila nel sette. Neroazzurri che continuano a spingere e prendono una traversa con Pazzini. Sull'asse Matri - Marchisio arriva il nuovo vantaggio bianconero. Triangolo sullo stretto tra i due e gol del centrocampista. Da questo memento l'Inter si spegne, non si presenta più dalle parti di Buffon e rischiano di prendere altri due gol, ma sia Marchisio, sia Del Piero nel finale non trovano la porta. Inter sempre più giù, e Juventus che mantiene il primato
Siena 4 - 1 Chievo
All'Artemio Franchi i toscani strapazzano gli ospiti grazie al giovane Destro, azzurrino di Ciro Ferrara e autore di una doppietta. D'Agostino regala una punizione perfetta che si infila sotto il sette. Moscardelli prova a riaprire il match, ma Calaiò, in contropiede, sigla il definitivo 4 - 1.
Bologna 3 - 1 Atalanta
Dopo aver raccolto zero punti nelle prime tre partite casalinghe disputate,  i felsinei riescono a ottenere i tre punti contro un'Atalanta troppo brutta per essere vera. Eppure gli orobici vanno anche in vantaggio, grazie a solito German Denis. A 3 secondi dalla fine del primo tempo Ramirez conquista un rigore che Di Vaio realizza. Nella ripresa è dominio rossoblu, e arrivano i gol di Gaston Ramirez e Robert Acquafresca.
Fiorentina 1 - 0 Genoa
Mihajlovic è costretto a vincere se vuole salvare la propria panchina, e il successo arriva grazie ad Andrea Lazzari. Gigliati assoluti padroni del campo nel primo tempo. Nella ripresa la gara diventa più equilibrata ma  gli ospiti non danno mai la sensazione di poter infastidire Boruc.
Lecce 1 - 1 Novara
Al Via del Mare va in scena il più classico degli scontri salvezza. Alla fine entrambe le squadre devono accontentarsi di un punto, che va stretto ai padroni di casa, passati in vantaggio con il colpo di testa di Strasser e raggiunti dal rigore trasformato da Rigoni per fallo stupido di Mesbah sullo stesso numero 10 ospite.
Parma 2 - 0 Cesena
Anche Giampaolo ha bisogno di un risultato positivo per confermarsi sulla panchina cesenate. Ma il Parma era troppo affamato di punti per fare sconti. Ospiti mai in partita che subiscono le reti di Paletta e Lucarelli. I ducali si permettono il lusso di sbagliare un rigore con Giovinco, Giampaolo paga le 0 vittorie in 9 partite e viene esonerato.
Udinese 1 - 0 Palermo
Con una rete del solito Di Natale, i friulani riescono a domare i rosanero. La versione da trasferta dei siciliani è imbarazzante, con un solo punto raccolto nelle cinque gare disputate lontano dal Barbera. Ma la crisi è soprattutto di risultati, visto che, anche contro l'Udinese, la squadra ha espresso un buon calcio, cui è mancato solo il gol per essere perfetto
Cagliari 0 - 3 Lazio
Troppo forte i capitolini in trasferta per il Cagliari, che in casa non segna dal 17 settembre scorso. Le reti portano la firma di Juric, Klose e Rocchi, che festeggia i 100 gol con la maglia della Lazio. Sardi praticamente inesistenti e che hanno bisogno di gol se vogliono mantenere la media punti ottenuta sinora.

Il Podio
  1. Meggiorini (Novara): Il gol più bello della giornata in realtà non vale per una scellerata decisione del guardalinee, che decide di annullare un gol in rovesciata a incrociare sul palo opposto, per un fuorigioco inesistente.
  2. Destro (Siena): Il gol valido più bello porta la firma di Mattia Destro, classe 1990. Sterzata a mandare fuori tempo mezza difesa del Chievo e destro a giro dal limite dell'area sul palo opposto.
  3. Maicon (Inter): Pazzini di tacco trova Buffon, Cambiasso di sinistro non trova la porta, quindi il Colosso nerazzurro decide di fare da se: riceve palla da Snejider, e tanto per non fare complimenti tira una sassata violentissima sotto il sette del palo coperto da Buffon. Così, giusto per far capire che è tornato il terzino destro più forte del mondo. 


venerdì 28 ottobre 2011

Altro turno, altra capolista

Il secondo turno infrasettimanale della stagione regala al campionato di Serie A una nuova capolista. Stavolta è la Juventus di Conte a guardare tutti dall'alto. Ma ci sono ben 7 squadre raccolte in tre punti. come dire che domenica sera le possibili capolista sono Juventus, Lazio, Udinese, Milan, Napoli, Palermo e Cagliari.

Juventus 2 - 1 Fiorentina
Dopo un primo tempo quasi perfetto, in cui i bianconeri riescono nell'impresa di sbagliare quasi tutto e di fare un solo gol ( di Bonucci) su otto possibili, nella ripresa i toscani si ricordano che stanno vivendo un periodaccio e che hanno bisogno di punti. Arriva quindi il gol del pareggio firmato dal solito Jovetic. Sette minuti più tardi Matri riporta avanti i padroni di casa, regalando vittoria e primato ai suoi.
Atalanta 1 -1 Inter
Non accenna a finire il momento no dei neroazzurri che a Bergamo prima passano in vantaggio con Sneijder, per poi farsi riprendere dal pareggio di Denis. Nel finale Castellazzi salva i suoi parando un rigore a Denis.
Cesena 1 -1 Cagliari
Partita brutta, senza particolari sussulti, decisa da due rigori per due falli di mano. Ospiti avanti grazie alla realizzazione di Nenè, padroni di casa che acciuffano il pari grazie a Candreva.
Chievo 0 - 1 Bologna
Seconda vittoria esterna consecutiva per i felsinei che nel primo tempo giocano a farsi schiacciare dai clivensi. Nella ripresa Acquafresca fa un tiro in porta, la butta dentro, e torna a difendere per tutto il resto della partita.
Genoa 2 - 1 Roma
Qualcuno spieghi a Luis Enrique che il possesso palla non porta punti. 90 minuti di passaggi, di azioni, di costante presidio della metà campo avversaria, ma tiri col contagocce e cinismo da rivedere. Il Genoa sfrutta ripartenze ed errori individuali. Passano in vantaggio proprio i padroni di casa grazie a Jankovic. Il pareggio porta la firma di Borini, ma nel finale Kucka approfitta di una dormita colossale e infila Stekelenburg.
Lazio 1 - 1 Catania
I capitolini sprecano la grande occasione di diventare capolista solitaria. Ma la squadra etnea ha battuto l'Inter e fermato la Juventus. Padroni di casa avanti con Klose, nella ripresa è un assedio ospite che si concretizza con il gol di Bergessio.
Milan 4 - 1 Parma
I campioni d'Italia in carica sbrigano la pratica grazie alla tripletta di Antonio Nocerino. E non si sta scherzando. L'ex Palermo sblocca la partita con un gol di rapina, raddoppia con un sinistro all'incrocio e chiude la pratica con un colpo di testa. Ibrahimovic torna al gol segnando la rete del provvisorio 3 - 0 mentre Giovinco accorcia le distanze per i ducali.
Napoli 2 - 0 Udinese
Friulani troppo brutti per essere veri. Padroni di casa praticamente perfetti, costruiscono tanto, non lasciano giocare mai gli avversari e vanno in vantaggio grazie alla rete di Lavezzi, di nuovo in gol al San Paolo dopo oltre un anno. La rete di Maggio chiude una partita mai realmente in discussione.
Novara 1 - 1 Siena
Scontro salvezza importantissimo soprattutto per i padroni di casa. Ma sono gli ospiti a portarsi avanti grazie al solito Calaiò. Pareggia Gemiti con una botta da fuori.
Palermo 2 - 0 Lecce
Anche i salentini sono costretti a piegarsi alla legge del Barbera. Quattro successi su altrettanti incontri disputati tra le mura amiche per i rosanero, che vanno in vantaggio grazie al rigore trasformato da Pinilla, e chiudono la partita con Hernandez.

Il Podio
  1. Ezequiel Lavezzi (Napoli): Assist di Cavani per il Pocho che riceve una palla alta che arriva da dietro. Movimento innaturale del collo per vederla arrivare e tiro al volo di rara precisione.
  2. Antonio Nocerino (Milan): Cross in area, la difesa libera verso il numero 22, stop di petto e botta di sinistro all'incrocio. Non esattamente alla Nocerino ma comunque tanta roba.
  3. Stevan Jovetic (Fiorentina): Esterno destro di Vargas a smarcare Jojo nel limite dell'area. Lui stoppa, prende la mira e con un destro a giro buca un incolpevole Storari.


lunedì 24 ottobre 2011

Abbiamo un vincitore

Complice l'ennesimo pareggio della Juventus, il campionato di serie A ha la prima regina solitaria. Si tratta dell'Udinese, ormai realtà consolidata in Italia e in Europa, dove domina il proprio girone di Europa League.

Fiorentina 2 - 2 Catania
Aria tranquilla e distesa a Firenze dopo il pari casalingo. Sembra di essere a Kabul. La viola passa due volte in vantaggio grazie a Jovetic, e viene ripresa prima da Delvecchio, infine da Maxi Lopez. Un punto ciascuno che ai toscani serve veramente poco.
Juventus 2 - 2 Genoa
Pare che la magia del Juventus Stadium sia finita. Due vittorie e due pareggi, questo è il bottino della Vecchia Signora tra le mura amiche. Juve due volte sopra, in entrambi i casi grazie a Matri, e due volta raggiunta, da Marco Rossi e Caracciolo. Secondo pareggio consecutivo per i bianconeri, che perdono la testa della classifica.
Lecce 3 - 4 Milan
Dopo 45 minuti il punteggio dice Lecce 3 - 0 Milan. Il risultato è frutto di sviste arbitrali, di rigori generosi, di errori di formazione, ma rispecchia bene quanto visto in campo. Lecce bello, veloce aggressivo che segna con Giacomazzi, Oddo e Grossmuller. Il secondo tempo il punteggio dice Lecce 0 - 4 Milan. Il risultato è frutto quasi totalmente della voglia e della potenza di Kevin Prince Boateng, che in 18 minuti fa tre gol, uno più bello dell'altro. Yepes completa  la rimonta. Questa volta è Pazzo Milan.
Cagliari 0 - 0 Napoli 
Nella partita dei pali e delle occasioni sprecate è il Cagliari a mangiarsi le mani per i due punti persi, mentre il Napoli si accontenta per il buon pari strappato al Sant'Elia. Un punto in due partite per i partenopei, secondo 0 - 0 interno consecutivo per i sardi, che restano nelle zone nobili della classifica.
Inter 1 - 0 Chievo
Porta la forma di Thiago Motta il primo gol casalingo dei neroazzurri, e arriva il 23 Ottobre. Un po' tardi, ma è pesantissimo. Consente ai milanesi di agguantare la prima vittoria casalinga della stagione e di dare continuità di risultati alla vittoria di Champions contro il Lille.
Parma 1 - 2 Atalanta
Bergamaschi corsari in Emilia grazie alla doppietta del folletto Maxi Moralez. Il giocatore più basso della serie A (più basso anche di Giovinco, e Giovinco è veramente basso) regala i tre punti agli orobici, ora teoricamente secondi, praticamente quindicesimi. Parma sfortunato e sprecone che dimezza lo svantaggio grazie a Valdes, con Giovinco che ha vissuto la sua giornata di grazia perchè non è stato l'ultimo ad accorgersi che stava piovendo.
Roma 1 - 0 Palermo
Esordire con la nuova maglia, in casa, di fronte ai tuoi nuovi tifosi e regalare con un gol bellissimo la vittoria potrebbe non essere un brutto modo di iniziare una nuova avventura. Per ulteriori informazioni rivolgersi a Erik Lamela, classe 1992, e nuovo beniamino dei tifosi.
Siena 2 - 0 Cesena
La coppia d'attacco Calaiò - Gonzales regala con un gol a testa il successo ai toscani. Ospiti sempre più in crisi di gioco e di risultati. Ore contate per Mister Giampaolo.
Udinese 3 - 0 Novara
Tutto molto facile per i friulani. Doppietta di Di Natale e sigillo di Domizzi che regalano la vetta solitaria ai bianconeri. Novara praticamente inesistente, che assiste alla festa.
Bologna 0 - 2 Lazio
Vittoria e secondo posto in classifica per i biancocelesti che, in versione campionato, guadagnano altri tre punti in classifica grazie al goffo Acquafresca che regala il vantaggio ai capitolini, e al primo gol stagionale di Juric. Magari prima o poi riescono a portare questa versione di se anche in Europa.

Il Podio

  1. Kevin Prince Boateng (Milan): Riceve palla dal limite dell'area e per non rischiare di sbagliare tira una castagna all'incrocio dei pali. Potenza e precisione chirurgica.
  2. Kevin Prince Boateng (Milan) Calcio d'angolo battuto da Aquilani, palla allontanata sui piedi dell'ex giocatore di Roma e Juventus, che la rimette in mezzo. La palla attraversa tutta l'area piccola e arriva al Boa che si coordina benino e la appoggia piano piano sotto il sette a incrociare. Meno male non c'era nessuno nella traiettoria.
  3. Erik Lamela (Roma) Migliaccio sbaglia il disimpegno regalando palla all'argentino. Entra in area da destra e sfodera un sinistro a giro che si insacca dall'altra parte. Mica male l'esordio del bambino

sabato 8 ottobre 2011

Un buon pareggiovic

La partita contro la Serbia, si sa, contava poco o nulla per noi. Per la Serbia, invece, contava tanto, visto che doveva vincere per garantirsi il secondo posto nel girone e andare ai playoff. Match quindi vero da subito, fino a diventare quasi cattivo nell'ultimo quarto d'ora. Parte benissimo l'Italia che trova il vantaggio dopo neanche un minuto grazie a Claudio Marchisio. Il pareggiovic serbo arriva al 26esimo grazie a Ivanovic, che devia il tiro di Tosic dopo angolo battuto da  Krasic. Nell'azione c'è in fuorigioco Pantelic, ma secondo l'arbitro non partecipa all'azione.

Le Pagelle

Buffon: 6.5.
Dopo pochi secondi Kolarov prova a sorprenderlo, e quasi ci riesce. Nulla può in occasione del gol. Nell'intervallo qualcuno gli fa vedere il nome che ha scritto nella maglia, si ricorda delle cose che è capace di fare, e dopo una manciata di minuti del secondo tempo mette il mantello, e vola a togliere una punizione, sempre di Kolarov, da sotto il sette. Saracinesca
Maggio: 6.
Porca troia quanto corre. Quella fascia l'ha fatta 34 volte in 90 minuti. Ma è poco presente in fase difensiva e sbaglia qualche diagonale di troppo. Instancabile
Bonucci: 6.
Quando fa il difensore centrale fa un figurone quasi sempre, mantenendo bene la posizione e soffrendo pochissimo. Ogni tanto pensa di essere un'ala, con incursioni palla al piede che sarebbero vietate vista la sua posizione, altre volte si crede regista, con lanci millimetrici per curve e tribune. Coraggioso
Barzagli: 6.5.
Sicuro, presente, efficace. Non sbaglia praticamente mai, non prova a strafare. Fa il suo con diligenza e precisione. Secchione.
Chiellini: 6.5.
Che lo si metta al centro o a sinistra non importa. Fa sempre e comunque il suo dovere. Accompagna spesso l'azione offensiva, azzecca tutte le diagonali e non si fa saltare mai da Krasic. Perfetto.
Pirlo: 6.
Se fosse qualcun'altro, sarebbe un 7, ma da Pirlo ci si aspetta sempre qualcosa in più. Sbaglia in più di un occasione in fase di impostazione. Ma in mezzo al campo c'è sempre. Solite finte a disorientare tutti e visione di gioco che sembra in un videogame. Sorridente.
De Rossi: 6.5.
Presenza costante. Dove c'è bisogno lui c'è. Sradica mille palloni ed è importante anche in fase di impostazione. Sicurezza
Marchisio: 7.5
Il migliore in campo per distacco. Oltre al gol, il primo in maglia azzurra, non sbaglia mai nulla. Costanti inserimenti offensivi, ripiegamenti difensivi puntuali ed efficaci. Visione di gioco e intelligenza tattica insolita per un 25enne. Esce per infortunio e tutti i tifosi Juventini tremano. Immenso
Nocerino: 6.
Entra quando la partita inizia a farsi cattiva con costanti interruzioni di gioco. Lui si trova a meraviglia quando c'è da picchiare come fabbri qualunque cosa si muova. Grintoso.
Montolivo: 5.
Entra in campo, non capisce bene chi stia contando, e allora per andare sul sicuro gioca a nascondino contro tutti. Non si vede praticamente mai, un fenomeno puro. Però si gioca a un altra cosa (gli hanno dato i parastinchi apposta). A 10 minuti dalla fine Prandelli finalmente lo vede e lo cambia. Evanescente.
Aquilani: s.v.
Rossi: 6.5.
Tanto movimento e una bella intesa con Cassano. Serve a Marchisio la palla del vantaggio. Poco dopo potrebbe raddoppiare, ma è bravo il portiere. Garanzia
Cassano: 7
Il barese sta bene e si vede. Cerca spesso la palla, e si abbassa molto per ottenerla. Azzecca tutti i passaggi, quando non può scaricare prova da fuori creando sempre pericoli. Salta l'uomo con una facilità imbarazzante. Manca solo il gol alla sua prova per essere perfetta. Ritrovato
Giovinco: 6.
La formica atomica subentra a Cassano, e l'Italia perde di qualità. Tanto impegno per il permense, ma da lui ci si aspetta molto di più. Folletto